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giovedì 22 ottobre 2020

Fincompany recupera 5 barche

La procura aveva sequestrato otto barche risultate vendute due o tre volte a vittime diverse del raggiro. Con i primi dissequestri, i primi proprietari rientrano in possesso dei beni. Per gli altri il danno e la beffa

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San Marino - Vi ricordate la truffa messa a segno da Giulio Lolli, proprietario della Rimini Yacht. Decine di barche vendute due e anche tre volte, con altrettanti contratti di leasing? Mentre Lolli è ancora residente nelle carceri libiche a Tripoli, la Fincompany, la società di leasing di San Marino, è riuscita a rientrare in possesso di cinque barche su otto di quelle da lei finanziate a Lolli. L'ultima, un grande yacht a motore della Aicon che si trovava a Milazzo. Le barche, una volta scoperta la truffa, furono messe subito sotto sequestro dalla magistratura e ora, via via che se ne accerta la legittima proprietà, vengono dissequestrate e riconsegnate al proprietario, in questo caso la Fincompany.
Meno bene andrà per chi ha stipulato il secondo o terzo contratto che non riuscirà a recuperare nulla.
Le barche ora recuperate, però, dovranno attendere il termine dell'inchiesta per essere vendute senza timore di un successivo sequestro. L'inchiesta continua e escono nuovi particolari. Mentre era ricercato dalla polizia italiana, Lolli se la godeva con il suo Bertram girovagando per il Mediterraneo. Si sospetta che a rifornirlo di soldi, fosse un broker finanziario del quale, a inizio giugno, sono stati perquisiti gli uffici. Invece, ad aggiornare l'anziana madre del ricercato, era il compagno di ventura di Lolli, il faccendiere siciliano Elio Arcifa. Questi, si incontrava a scadenze fisse con la madre di Giulio Lolli, in un supermercato dove, la signora, oltre a riempire il carrello della spesa, riceveva anche rassicurazioni sul figlio che a quel punto era approdato a Tunisi. Oggi, Elio Arcife è in prigione e il tribunale del riesame ha rigettato la sua richiesta di scarcerazione.