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giovedì 29 ottobre 2020

Arrestato Lolli, si trovava a Tripoli

Un trasferimento di denaro da un conto svizzero alla Libia ha permesso di risalire alle tracce del manager su cui vertono diversi capi d'accusa, dall'associazione a delinquere alla truffa. Potrà tornare in Italia tra un mese grazie agli accordi di cortesia internazionale con il paese africano

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Tripoli – E' stato arrestato in Libia, mentre passeggiava tranquillamente per le strade della capitale Tripoli, Giulio Lolli, ex-amministratore delegato dell'importatore Rimini Yachts, coinvolto nella maxi-truffa che tiene attualmente impegnate due procure, quella di Rimini e di Bologna. Il manager è stato colpito infatti da un mandato di cattura internazionale con una serie di accuse come associazione a delinquere, truffa, appropriazione indebita, falso e riciclaggio.
L'inchiesta che ha coinvolto Rimini Yachts ha fatto infatti emergere come Giulio Lolli utilizzasse spesso la procedura illecita di vendere la stessa barca a più acquirenti, avvalendosi inoltre di verifiche fiscali addomesticate dalla guardia di finanza. Un filone per cui sono indagati quattro ufficiali delle fiamme gialle (l'ex generale della guardia di finanza Angelo Cardile si è suicidato durante una perquisizione dentro casa) e sequestrate numerose barche ritenute incriminate.
A tradire Lolli, che si aggirava con uno degli yacht illegali nelle acque del Nord Africa, sono stati alcuni movimenti di denaro da un suo conto in Svizzera alla Libia. Un primo bonifico di circa 700.000 euro è stato infatti bloccato dagli investigatori elvetici, mentre un secondo trasferimento è stato seguito dagli inquirenti per risalire all'imprenditore, che nel giro di un mese potrà essere trasferito in Italia, grazie all'accordo di cortesia internazionale con tra il nostro paese e quello libico.