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giovedì 2 luglio 2020

La grande vela agonistica lentamente torna in mare

Ineos, l’AC 75 che sventola la Union Jack
Armel Le Cléac’h
Armel Le Cléac’h e Clarisse Crémer

Con il ritorno in acqua del team Ineos, la Coppa America ufficialmente è di nuovo in pista al gran completo, ma a scendere in acqua sono anche velisti di altre discipline a significare che la vela lentamente riprende il suo cammino

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Portsmouth (UK) – Ben Ainslie ce l’ha messa tutta per riportare in acqua il suo team. Lunedì 1 giugno Ineos, l’AC 75 che sventola la Union Jack, ha lasciato la banchina con a bordo metà equipaggio, i posti lasciati vuoti per garantire il distanziamento sociale di 2 metri erano occupati da motori che supplivano alla mancanza dei velisti.

Il Covid ha cambiato la vita a tutti, specialmente in Inghilterra dove, l’incoscienza di una politica arrogante e presuntuosa, ha creato una situazione ancora più grave che in altri paesi. Oggi, quando la linea dei contagi non ha preso la via della discesa ma si è appena attestata su di un andamento piatto, alcune categorie di persone con molta cautela possono tornare alle loro attività, tra questi gli atleti professionisti. La condizione è che nello svolgimento degli allenamenti si mantenga una distanza di due metri tra le persone determinandone la restrizione degli equipaggi a bordo in fase di allenamento, delle 11 dell’equipaggio pieno si è passati a 6 atleti.

Bene Ainslie, la leggenda della vela, si accontenta e torna in mare ad allenarsi per la Coppa America del 2021. Gli altri team sono già in acqua da un po’ e molti vorrebbero essere già a Auckland se non fosse che il governo Neozelandese ha chiuso i confini e non fa entrare nessuno che non sia un operatore sanitario.

Insieme ai team di Coppa America riparte anche la grande vela oceanica. Clarisse Crémer è stata tra i primi a tornare in acqua, già a maggio ha potuto riprendere i suoi allenamenti sull’IMOCA 60 andato in acqua appena prima del lockdown, e anche Armel Le Cléac’h è potuto tornare ad allenarsi sul suo Figaro 3.

Per questi atleti il rientro è stato carico di emozioni, come per Clarisse che ha trovato particolarmente emozionante la sua prima notte in mare in solitaria. “L’ultima volta che avevo navigato di notte da sola era stato a dicembre”.

Armel ha invece trovato entusiasmante ritrovare il contatto con gli altri velisti, tornare a respirare l’atmosfera della preparazione alla regata. Armel mentre si prepara con il Figaro 3 alla Solitaire du Figaro, aspetta con impazienza il suo nuovo maxi trimarano in consegna per la primavera del 2021.

Anche le regate ricominciano a fissare i loro calendari e prepararsi a tornare ad essere il centro di aggregazione dei velisti di tutto il mondo.

Tra queste c’è anche chi non solo riparte, ma raddoppia anche la durata delle sue manifestazioni, questo è il caso della Les Voiles de Saint-Tropez che passerà da una a due settimane di eventi a testimoniare il successo della manifestazione che ha raggiunto la sua 22esima edizione.


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