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sabato 26 settembre 2020

Luna Rossa Challenge vs Emirates Team New Zealand

23 maggio - 22:13

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La conclusione della semifinale tra Emirates Team New Zealand e Desafio Espanol ha ridotto a due il numero dei challenger ancora in gara. A partire dal 23 giugno, a sfidare Alinghi, o saranno i kiwi, contro i quali si replicherebbe il duello del 2003, o gli uomini di Francesco De Angelis.

Basandosi sui numeri, fare un pronostico è cosa molto difficile: i due sindacati giungono alla finale con lo stesso numero di sconfitte – cinque – lo stesso numero di vittorie – ventuno quello italiano, ventidue quello neozelandese che ha però disputato una regata in più – e il totale equilibrio negli scontri diretti.

Basandosi sulle sensazioni, invece, Luna Rossa ha sicuramente qualcosa in più dal punto di vista psicologico. Vincere in modo netto una semifinali che ti vedeva tutt'altro che favorito, fa sicuramente bene al morale del gruppo, aumentando la coesione e l'intesa tra i vari membri.

Dal punto di vista tecnico, poi, non va dimenticato che l'accesso alla finale è stato conquistato battendo un team forte come BMW Oracle Racing. Il cinque a uno, infatti, non deve trarre in inganno: USA-98 era la stessa velocissima barca vista durante i Round Robin. Quella, per intenderci, che aveva ceduto il passo a New Zealand solo a causa della sfortunata sconfitta patita contro China Team.

Performance di ITA-94 a parte, una grossa fetta del successo ottenuto contro gli uomini di Chris Dickson è frutto dello strepitoso stato di forma di James Spithill, dal quale, ne siamo certi, dipenderà l'esito della finale. Ipotizzando un sostanziale equilibrio prestazionale tra i due scafi – NZL-92 vinse facile il secondo confronto dei Round Robin contro l'ITA-94 di allora, perdendo il primo per colpa di una penalità - determinanti saranno le partenze.

Il pozzetto neozelandese, infatti, applica alla lettera il manuale del match race, senza concedere nulla allo spettacolo: essere dietro al primo incrocio contro i kiwi è presagio di sventura. A differenza di Torben Grael, incline ad alternare la navigazione sul vento a quella sull'avversario, Therry Hutchinson non conosce altra legge se non quella della copertura, ecco perché una volta dietro, i kiwi, fanno fatica a recuperare.

Concludiamo questa analisi aggiungendo che, dal canto loro, i neozelandesi hanno cancellato a suon di prestazioni convincenti le sbavature del primo Round Robin, ma corrono il rischio di giungere in finale meno carichi degli avversari: la serie contro Desafio Espanol – sfidante di spessore, dotato di una barca veloce e di un equipaggio affiatato - è stata infatti più dura e lunga del previsto.