SVN logo
SVN solovelanet
lunedì 28 settembre 2020

Mercato Nautico, il punto di vista di Anton Francesco Albertoni

In un'intervista al Sole 24 Ore, il leader di Ucina fa il punto sullo stato di salute nella nautica. Compiacendosi per la tenuta occupazionale e auspicando in una ripresa completa nel giro di tre anni

FeB
ADV
Roma – La nautica italiana è riuscita a tutelare l'occupazione più degli altri paesi stranieri. A dichiararlo in un'intervista al Sole 24 Ore è stato Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina.

“Il settore – ha detto Albertoni – ha ampi margini di crescita, che sono stati garantiti anche dalla possibilità di utilizzare la cassa concessa dal Governo. Un'opzione che ci ha dato qualche vantaggio nei confronti di competitor di altre nazionalità, in particolare i cantieri inglesi. Il rischio era che con la crisi si disperdessero molte professionalità, indispensabili per poi sostenere la ripresa."

Sempre secondo quanto riportato da Albertoni, al 31 dicembre 2009, il 35 per cento degli addetti ai lavori nel comparto nautico era in cassa integrazione.

“Un dato certamente negativo – ha continuato Albertoni – anche perchè solo due anni prima la percentuale della cassa integrazione era zero e la cantieristica nautica non aveva mai usufruito di quel tipo di provvedimento. E' anche vero, però, che in altri settori industriali, la percentuale di cassaintegrati ha toccato il 70 per cento. Quindi, tutto sommato, noi abbiamo tenuto anche sotto il profilo occupazionale. Qualche problema in più, invece, c'è stato per l'indotto, dove alcune aziende sono uscite dal mercato. Ma è difficile capire se e dove possa essere reimpiegata quella manodopera. E' possibile che molti stringano i denti e aspettino il superamento pieno della crisi."

Gli indicatori della cassa integrazione per Albertoni sono in calo e un nuovo impulso al mercato potrebbe darlo lo smaltimento delle barche in magazzino, ormai prossimo alla conclusione.

"Gran parte della scorta di barche – ha continuato il leader Ucina – è esaurita e già da questa estate si è iniziato a lavorare sulle nuove costruzioni. Le aziende di componentistica saranno le prime a risalire la china, tra quest'anno e il 2011. A ruota seguirà la cantieristica. Insomma, abbiamo raggiunto il risultato di far ripartire le aziende ma per riprenderci del tutto ci vorranno tre anni. Perchè siamo tornati ai livelli del 2005."