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venerdì 18 settembre 2020

Alegre, vittoria tra i refoli

Il Mills 68 battente bandiera britannica si è imposto al termine di una serrata sfida a tre con i due STP 65 Moneypenny e Rosebud

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La Valletta - Non conosce mezze misure, la Middle Sea Race. Se, infatti, l'edizione dell'anno scorso è stata caratterizzata da venti oltre i quaranta nodi e temporali che hanno messo a repentaglio la sicurezza degli equipaggi, protagonisti di quest'ultima regata sono stati i venti leggerissimi, per lunghi tratti assenti.

Ad aggiudicarsi la competizione in tempo reale, dopo 3 giorni e 19 ore di navigazione (quasi il doppio rispetto al record di 47 ore e 55 minuti stabilito da Rambler l'anno scorso) è stato il Mills 68 battente bandiera britannica Alegre, approdato nel Marsamxett Harbour di Malta all'alba di ieri e abile più di tutti a destreggiarsi tra i refoli offerti dal percorso (605 miglia sulla rotta Malta-Stromboli-Pantelleria-Lampedusa-Malta).

La barca di Andy Soriano si è imposta al termine di una serrata sfida a tre con i due STP 65 Moneypenny (con Francesco De Angelis a bordo), secondo, e Rosebud, terzo. Proprio quest'ultimo era al comando della flotta prima che nella notte di martedì l'equipaggio di Alegre indovinasse la mossa decisiva per vincere la regata. Al largo di Castellammare, nel tratto di navigazione tra Stromboli e Pantelleria, il team britannico si è avvicinato sensibilmente alla costa, riuscendo ad approfittare di alcune tasche di vento mentre Rosebud, optando per una rotta più a nord, è rimasta praticamente immobile per circa dodici ore. In scia ad Alegre si è infilata Moneypenny che, però, nelle successive duecentocinquanta miglia di navigazione, non è riuscita a recuperare il distacco che la divideva dalla barca vincitrice.

Ulteriore testimonianza dell'imprevedibilità di questa competizione l'ha data lo stravolgimento delle condizioni meteo accaduto nelle ultime ore. Sulle barche ancora in navigazione nei pressi di Pantelleria si è abbattuto un forte temporale con raffiche di vento che hanno toccato addirittura i quaranta nodi. Alcuni scafi hanno riportato serie avarie. Tra questi, Sciara, il First 44.7 di Massimo Lancellotti, è stato vittima di un disalberamento.