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venerdì 7 agosto 2020

Relitto Cheeki Rafiki ispezionato: l’autogonfiabile è ancora a bordo

La Guardia Costiera statunitense ha chiuso definitivamente le ricerche del First 40.7 naufragato dopo aver perso il bulbo

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Atlantico centrale – Non c’è più speranza per i 4 inglesi che si trovavano a bordo del Cheeki Rafiki, il First 40.7 che venerdì 16 maggio, ha dato le sue ultime notizie.

Al momento dell’ultima comunicazione, la barca si trovava a circa 1.000 miglia a largo della costa del Massachusetts (USA) ed era diretta verso l’Inghilterra. Lo skipper 21 enne, venerdì 16 aveva chiamato il proprietario della barca in Inghilterra e gli aveva comunicato che la barca faceva acqua e per questo avrebbero cambiato rotta cercando di raggiungere le Azzorre.

Le ricerche della barca sono scattate sabato 17 maggio, quando non si sono più ricevute notizie della barca.

Le ricerche, da prima sospese dopo 48 ore e poi riprese su pressione dell’opinione pubblica, hanno portato una nave della US Navy a rintracciare lo scafo rovesciato che era stato avvistato da una portacontainer il giorno dopo l’ultimo contatto con la barca.

L’immersione dei sommozzatori militari della nave militare ha definitivamente spazzato via ogni speranza di ritrovare vivi i quattro uomini (due ventenni e due cinquantenni). Gli uomini della Navy hanno trovato l’autogonfiabile ancora al suo posto nel pozzetto della barca.

Un portavoce della Guardia Costiera ha dichiarato che il tempo di sopravvivenza in quel tratto di mare in questa stagione è calcolato in circa 20 ore, mentre le ricerche sono state eseguite per oltre 200 ore. Una volta ritrovata la zattera autogonfiabile è evidente che i quattro non hanno avuto nessuna possibilità di mettersi in salvo.

E’ stato anche confermato che l’imbarcazione si è capovolta a causa della perdita della chiglia.

Con tutta probabilità le prime infiltrazioni d’acqua nello scafo erano dovute a una qualche crepa intorno alla chiglia che si stava staccando e l’equipaggio non si è reso conto del pericolo che stava correndo. Al momento dell’incidente il mare era in burrasca, le onde molto alte e il vento oltre i 40 nodi.

E' probabile che nel momento stesso in cui la chiglia ha ceduto la barca si sia capovolta cogliendo alla sprovvista l’equipaggio che, dal momento che nessun corpo è stato ritrovato vicino alla barca, non era a questa legato.