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lunedì 28 settembre 2020

Tra ricatti e ripensamenti il Salone di Genova va avanti

Sembra essere arrivato alla fine il balletto intorno al prossimo Salone Nautico di Genova

FeB
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Genova - Ormai da tre anni in questo periodo cominciano a girare voci sulla possibilità che il Salone di Genova non si tenga. Negli anni scorsi le voci erano determinate da una crisi molto profonda che stava mettendo a dura prova buona parte delle aziende, ma quest’anno le cose sono diverse. Sono alcuni soci di UCINA (Confindustria Nautica) con i loro balletti e ricatti a destabilizzare l’immagine del salone.

Ferretti, Azimut, Baglietto, e gli altri grandi cantieri di superyacht, ci saranno o non ci saranno a Genova? Questa è la domanda che per settimane è circolata negli ambienti della nautica.

Ci saremo se si farà così. No, non ci saremo, Genova non rappresenta più nulla. Queste alcune delle dichiarazioni che si sono sentite in questi giorni. Dichiarazioni che in modo poco responsabile sono state fatte anche a giornali stranieri che, puntualmente, le hanno riportate lanciando un’ombra sullo svolgimento del prossimo Salone di Genova.

Ma il salone si farà, come ci ha dichiarato questa mattina il Vicepresidente dell’UCINA (Confindustria Nautica) e direttore generale del Cantiere del Pardo, Fabio Planamente .

“Tra pochi giorni – dice Planamente – partiranno le iscrizioni al 55° Salone Nautico Internazionale di Genova. Per il salone è tutto pronto, le porte della manifestazione si apriranno il 30 settembre 2015.”

Anche chi ha minacciato di disertare, alla fine ci sarà, probabilmente non con i superyacht, ma sicuramente con le barche di dimensioni minori, perché alla fine ‘Genova è Genova’ e in Italia non c’è un'altra situazione analoga a quella del salone ligure.

All’origine delle notizie che volevano un salone di Genova a rischio è stato determinato dall’acceso dibattito all’interno dell’associazione degli industriali della nautica (UCINA) che vede contrapposti gli interessi dei produttori di superyacht e gli operatori dell’altra nautica, quelli della vela, delle barche a motore medie e piccole, degli accessori.

Un dibattito duro che ha già portato alla rinuncia dell’ex presidente di UCINA, Massimo Perotti, eletto da pochi mesi a ricoprire il suo incarico.

I grandi gruppi chiedono una revisione delle regole dell’UCINA che dia loro maggior peso decisionale. Dare maggiore importanza a cantieri come Ferretti o Azimut (il presidente di questo gruppo è stato presidente di UCINA per 8 anni) significa, tra l’altro, accogliere la loro richiesta di spostare il salone nautico a maggio, periodo improponibile per tutti gli altri operatori.

Tra minacce di disertare il salone e ripensamenti l’UCINA, da motore propulsore di una crescita del settore come in alcune occasioni è stata, rischia, se non si ritroverà velocemente la pace e l’unità al suo interno, di essere la causa di nuovi guai.