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domenica 27 settembre 2020

Si accentua la battaglia per la darsena del Salone Nautico

Il Salone Nautico di Genova rischia di essere messo fuori a causa di una spartizione di concessioni

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Genova – Il 27 marzo si avrà la sentenza del Tar sulle concessioni date ai cantieri Amico e all’UCINA. Ricorso al Tar presentato da UCINA che si è vista assegnare il 40% dell’area delle darsene per soli 4 anni, mentre il 60% è stato assegnato a un privato, il cantiere Amico, ma per 20 anni.

La polemica si fa rovente, in Regione Liguria, il Movimento 5Stelle chiede spiegazioni, vuole capire perché si è favorito in modo così sfacciato un privato, penalizzando un’istituzione quale UCINA che per quanto sia avviluppata da molti problemi, comunque rappresenta centinaia di aziende che vedono nel Salone Nautico di Genova un momento fondamentale per la loro attività.

Alice Salvatore, capogruppo dei 5 Stelle in Regione evidenzia come il Cantiere Amico impegnato nella ristrutturazione e riparazione di megayacht, sia un attività inquinante e pericolosa per la salute pubblica che non dovrebbe trovare posto al centro di una città densamente abitata come Genova.

In molti rispondono negando la possibilità di inquinamento da parte del Cantiere Amico e sottolineando come il Cantiere dovrà liberare parte della darsena per permettere lo svolgimento del Salone per 50 giorni l’anno, ma il problema è diverso.

Il Salone Nautico di Genova è un momento trainate per la nautica italiana, un settore industriale da 3 miliardi di euro e svariate decine di migliaia di posti di lavoro tra diretti e indiretti. Gli operatori del settore lamentano che il salone in alcune sue parti non è all’altezza delle aspettative del visitatore e che servirebbe ripensarlo profondamente per poter contrastare in modo efficace la crescita di altri saloni europei.

Per rispondere alle richieste in maniera decisiva bisognerebbe ammodernare il salone. In moltisi chiedono come si possono fare investimenti, se una buona parte dell’area interessata è data in concessione ad altri per 20 anni mentre quella di competenza dell’UCINA ha una concessione di soli quattro anni, un periodo troppo breve per giustificare il costo degli interventi necessari.