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lunedì 26 ottobre 2020

La Toscana così non ce la fa

Nasce il Comitato Operatori Turismo Nautico Toscana e lancia una richiesta d’aiuto alle autorità regionali: "Dateci le stesse armi che hanno i nostri colleghi nelle altre regioni"

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Scarlino – Dario Zana è con Maria Grazia Zuliani titolare di 43° Parallelo di Scarlino, una delle società di charter più quotate della Toscana e cofondatori del Comitato Operatori Turismo Nautico Toscana. Lo abbiamo incontrato e con lui abbiamo provato a fare un punto della situazione del charter in Toscana.

SVN - Dario tu e una lunga serie di società di charter toscane avete fondato un Comitato Operatori Turismo Nautico Toscana, perché?

D.Z. - Perché la situazione comincia a diventare difficile. Noi vogliamo darci da fare, combattere per le nostre aziende, ma se la Regione non ci da il suo appoggio, molti di noi non ce la faranno. Il Comitato ha lo scopo aggregare le aziende in modo che queste riescano a farsi ascoltare in regione e non solo, ci rivolgeremo a tutte le istituzioni possibili, stiamo anche cercando di confrontarci per aprire un dialogo che potrebbe essere davvero costruttivo con Confindustria Nautica (UCINA) e altri Enti ma siamo fermamente convinti di mantenere la nostra identità perché ogni regione ha differenti problematiche

SVN – Quale sono i danni per il vostro settore?

D.Z. – Già prima del Covid 19 la situazione non era facile, ma ora è diventata drammatica. Abbiamo perso il 50% dei contratti e un altro 30% è stato spostato al prossimo anno il che fa 80% in meno di fatturato. Chi può resistere con l’80% di fatturato in meno? E ora stiamo andando incontro al raddoppio dell’IVA%.

SVN – Ovvero?

D.Z. - Per il fatto che le nostre barche non navigano solo in acque nazionali il nostro comparto da tantissimi anni ha goduto (come in Francia) di una sorta di IVA agevolata (50% sull’imponibile). Ora a causa di una procedura di infrazione Europea questa agevolazione decadrà e la nostra IVA passerà a breve dal 11% al 22%, cosa al momento insostenibile. Anche per questo chiediamo che il nostro codice ATECO venga inserito nel comparto del Turismo, che poi è in realtà quello che facciamo. In Sardegna questa richiesta è già stata accettata, in questo modo probabilmente avremo modo di ottenere l’applicazione di aliquote IVA più basse.
Negli altri paesi, Croazia, Grecia, Spagna, le cose sono diverse. Considera che soprattutto noi in Toscana già abbiamo i costi dei marina dove teniamo le nostre barche che sono mediamente il 50% in più di quello di altre regioni o di altre nazioni. Competere in queste condizioni è troppo difficile. Non solo, ma non essendo nel codice ATECO delle aziende turistiche non avremo diritto a molti aiuti.

SVN – Così è dura.

D.Z. - No, così è impossibile. Per noi è come essere in un’arena a combattere contro un grizzly con una mano legata e come arma una forchetta, quante possibilità abbiamo di farcela?

SVN – Ritenete quindi necessario anche avere degli aiuti economici?

D.Z. – Non necessario, indispensabile. Ci servono contributi anche a fondo perduto per ristrutturarci e tornare sui mercati internazionali. Ci serve poi che anche per la Toscana sia riconosciuto, come lo è già per le regioni del sud e per le isole, il credito d’imposta del 45% sull’acquisto delle barche, le flotte hanno bisogno di essere rimodernate per essere più adatte alle nuove esigenze e richieste di mercato.

SVN – Voi avete scritto una lettera indirizzata alla regione dove si parla anche di contrasto al nero.

D.Z. – Si, certo. Ci sono molte persone che con la scusa del noleggio occasionale o con pseudo associazioni sportive ci fanno concorrenza sleale. Non pagano tasse e Iva e chiaramente fanno prezzi diversi dai nostri. Sino ad oggi questo non ci ha portato tanti problemi, perché la qualità che questi offrono è bassa e non sono moltissime le persone che per risparmiare pochi soldi sono disposte a mettere a rischio le proprie vacanza, ma ora diventa una questione pericolosa soprattutto per l’immagine del nostro settore.

SVN – Ovvero?

D.Z. - La barca è stato assodato, è la vacanza più sicura che si può fare, a condizione però che le barche siano sanificate professionalmente con un protocollo di sanificazione preciso e studiato in tutti i passaggi. I professionisti del settore questi protocolli li hanno studiati e hanno investito molto per metterli in pratica, voi credete che chi non paga le tasse e evita l’IVA, poi vada a spendere per comprare macchinari di sanificazione e si metta a osservare dei protocolli precisi? No, non lo faranno e questo porterà sicuramente dei problemi, ci saranno persone che si ammaleranno e chi ci rimetterà sarà tutto il settore dei professionisti.

SVN – E voi credete che con il Comitato operatori Turismo Nautico Toscana riuscirete a ottenere quanto vi serve.

D.Z. – Il comitato serve a portare all’attenzione degli amministratori le nostre problematiche, chi poi deve far si che queste siano risolte, sono gli amministratori stessi, questo è un loro compito. Per il momento noi abbiamo stilato una lettera (scaricabile dal link in fondo alla pagina) alla regione che già dovrebbe essere arrivata all’attenzione di chi può fare qualche cosa. Per il resto non possiamo che sperare che qualcuno ci aiuti e lo faccia velocemente.