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domenica 29 novembre 2020

Il “fattore francese” di Dongfeng

Charles Caudrelier, lo skipper di Dongfeng, spiega come la passione per la vela dei francesi abbia portato Dongfeng in cima alla classifica

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Sanya, Cina - Lo skipper di Dongfeng Race Team Charles Caudrelier spiega come la passione dei francesi per la vela abbia aiutato il team Dongfeng a salire al vertice della classifica della Volvo Ocean Race dopo tre tappe.

Charles Caudrelier ha scelto di avere quattro connazionali nell'equipaggio, la loro esperienza e approccio hanno costituito buona parte del successo fino a questo momento, con il team franco/cinese in vetta alla classifica overall provvisoria con un punto di vantaggio.

Pochi, prima dell'inizio del giro del mondo, davano Dongfeng come favorito per la prima piazza a questo punto e, in parte, anche lo skipper francese condivideva questo pronostico. Tanto che anche la recente vittoria nella terza tappa lo ha colto in qualche modo di sorpresa.

"Non so se ho ragione o torto, ma mi sembra che gli altri, almeno alcuni, considerino la vela come un vero lavoro. Non sto dicendo che non ci sia passione sulle altre barche” dice lo skipper. “In Francia di sicuro questo ha cominciato a essere considerato un lavoro solo da qualche anno, ma prima era solo una passione. Lo facevamo, e lo facciamo ancora, perché ci piace. Forse abbiamo un approccio diverso per questo. Non lo facciamo per il denaro che guadagniamo, ma perché vogliamo.”

“Quando ho cominciato io,” continua Caudrelier “non si trattava di un vero e proprio lavoro, per nessuno. Non guadagnavamo soldi con la vela, avevamo abbastanza per mangiare, e tutti i soldi andavano per la barca. Io forse faccio parte della prima generazione che lo fa come lavoro, la generazione precedente alla mia, persone che sono la mia fonte di ispirazione come Michel Desjoyeaux, navigavano per niente. Era solo pura passione. Abbiamo velisti in Francia che realmente non sanno fare altro nella vita, hanno 50 o 60 anni e vogliono continuare a regatare, a fare il Vendée Globe e tutte le regate più dure che ci sono. Amano quel che fanno.”

Caudrelier però non ama riposare sugli allori, soprattutto a pochi giorni dalla partenza della quarta tappa, in programma per la prossima domenica, che considera ancora una delle più ostiche.

“Non è ancora un successo, dobbiamo aspettare ancora altre tappe, di certo è un buon inizio” dice Caudrelier, sapendo tuttavia che i suoi co-equipier francesi, dal navigatore Pascal Bidégorry, al prodiere Kevin Escoffier (bowman) agli altri transalpini Eric Peron e Thomas Rouxel non sono certo tipi da mollare facilmente la leadership.