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Coppa America, cosa successe nell’edizione del 1881

In attesa della 32esima edizione di Coppa America, che avrà luogo a Valencia in Spagna, vediamo cosa successe nell'edizione del 1881 a New York negli Stati Uniti

Torqeedo
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1881: fine dei sogni canadesi

L'umiliazione subita nel 1876 non fermò l'intraprendenza canadese; già dopo pochi mesi, Alexander Cuthbert presentò una nuova sfida, in nome del Bay of Quinte Yacht Club, chiedendo al circolo difensore almeno cinque anni di tempo per organizzare un nuovo consorzio e costruire una nuova goletta.

Il New York Yacht Club si dimostrò estremamente disponibile, fissando il 1881 come anno di svolgimento della quinta edizione, comunicando al contempo che le regate non avrebbero più visto contrapposti due schooner, ma bensì due sloop.

Erano infatti passati più di trenta anni da quando la goletta “America” aveva attraversato l'Atlantico per sottrarre la Coppa agli inglesi e l'epoca degli schooner era ormai giunta al tramonto.

Gli armatori non sembravano più intenzionati a investire capitali per costruire scafi che, oltre a essere difficile da gestire e poco divertenti da condurre, avevano davanti a loro un futuro alquanto incerto.

Fu proprio il circolo difensore a rivolgersi per primo ad un designer. La scelta ricadde sullo studio del noto architetto David Kirby che in tempo record preparò i piani costruttivi del “Pochaontas”, uno scafo veloce e agile, cui sarebbe dovuto spettare il compito di battere i canadesi per la seconda volta.

Spinti dal grande fascino della manifestazione e dalla grande passione del popolo americano che vedeva nella Coppa un modo per tenere alto l'orgoglio nazionale, altri armatori diedero vita a consorzi più o meno agguerriti, obbligando il New York Yacht Club ad organizzare una serie di regate, al termine delle quali si sarebbe conosciuto il nome del “defender” ufficiale.

A spuntarla dopo una vera e propria battaglia fu il “Mischief” di Joseph Busk, una barca costruita sui disegni di Archibald Cary Smith dal mitico cantiere Harlan&Hollinsgworth.
Nominato il difensore non restava che aspettare l'arrivo del “challenge”. Questi entrò in pompa magna nella baia di New York poche settimane prima della data fissata per la sfida, spinto da una fresca brezza proveniente da nord-est.

In città si sparse subito la voce che l' “Atlanta” era uno sloop estremamente veloce e che la Coppa America, con ogni probabilità, avrebbe lasciato la sua bacheca dopo oltre sei lustri per spostarsi più a nord, oltre confine.

Mai paure furono più infondate e quanto scritto sul quotidiano Spirit of the Times pochi giorni dopo la fine delle regate la dice lunga sull'esito della sfida: “ 'Mischief', magnificamente condotta dal suo skipper Edward Willard, ha avuto facilmente la meglio sull' “Atlanta”, battendola per due a zero.

Il nuovo yacht canadese, costruito troppo in fretta e troppo male, non è mai stato in gara anche per colpa della totale incapacità del suo equipaggio, gestito da uno skipper cui non affiderei nemmeno il comando di una barca ancorata in un canale”.


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