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Coppa America, cosa successe nell’edizione del 1887

In attesa della 32esima edizione di Coppa America, che avrà luogo a Valencia in Spagna, vediamo cosa successe nell'edizione del 1887 a New York negli Stati Uniti

Torqeedo
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1887: ci provano gli scozzesi

“L'unico modo per battere gli americani è fare il loro stesso gioco”. Lo scozzese James Bell pronunciò queste parole dichiarandosi interessato a fondare un sindacato che, potendo contare su due barche, sarebbe giunto al momento della sfida estremamente preparato. “Il nostro obiettivo è creare un ambiente competitivo, paragonabile a quello che si respira in terra americana”.

La strategia di Bell, basata sul continuo allenamento e sul costante ammodernamento degli scafi, era talmente rivoluzionaria da tornare di moda quasi un secolo dopo, all'inizio dei “nostri” anni ottanta. Sfortunatamente, il dinamico scozzese esaurì le finanze poco tempo dopo aver varato il primo dei due scafi disegnati da George Lennox Watson, il “Thistle”, sul cui albero venne issato il guidone del Royal Clyde Yacht Club.

La voglia di vincere era comunque evidente e trapelava da ogni azione degli sfidanti. Fu durante questa edizione che comparvero le famose “mutande”: teli utilizzati dagli scozzesi per proteggere la chiglia del “Thistle” da sguardi indiscreti, fino al momento della discesa in acqua. Dal canto loro gli americani, prossimi alla terza difesa in altrettanti anni, si misero in cerca di un “defender” in grado di ripetere le gesta di chi l'aveva preceduto.

Vista l'imminenza dell'evento, la scelta ricadde sul Generale Paine, l'unico in grado di offrire buone garanzie di vittoria. L'ufficiale, appena ricevuta l'investitura, tornò nello studio di Edward Burgess, il geniale architetto che aveva dato vita al “Puritan” e al “Mayflower”, commissionando un nuovo sloop.

Sin dal momento del suo varo, il “Volunteer” stupì per le impressionanti doti marine; la barca, veloce e governabile in ogni condizione, venne resa imbattibile dall'esperto equipaggio, composto in larga parte da marinai che di sfide ne avevano già vinte due.

La pratica”Thistle” venne così facilmente sbrigata e la Coppa delle Cento Ghinee non si mosse dal New York Yacht Club, rimanendo chiusa nella teca che la custodiva da ben trenta anni.


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