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Coppa America, cosa successe nell’edizione del 1876

In attesa della 32esima edizione di Coppa America, che avrà luogo a Valencia in Spagna, vediamo cosa successe nell'edizione del 1876 a New York negli Stati Uniti

Torqeedo
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1876: la sfida che venne dal nord

Dopo il polemico addio di James Ashbury al mondo della Coppa America, trascorsero cinque anni prima che sulla scrivania del Commodoro del New York Yacht Club fosse depositata una nuova sfida.

A tentare l'impresa furono i canadesi, trascinati dall'entusiasmo del Maggiore Charles Gifford, rappresentante del Royal Canadian Yacht Club.

Dopo lunghe e accese discussioni, il club detentore della Coppa accettò senza riserve il confronto con i cugini del nord, nominando lo schooner “Madeleine” come unico defender. Inoltre, a differenza delle precedenti edizioni, le barche non sarebbero partite salpando l'ancora, ma avrebbero atteso il colpo di cannone veleggiando dietro la linea di partenza, esattamente come si è soliti fare ai giorni nostri.

Disegnato da John Voorhis nel 1867 su commissione di John Dickerson e costruito l'anno successivo da David Kirby nel cantiere di Rye, il “Madeleine” venne trasformato da sloop (scafo dotato di un solo albero) in goletta nel 1870.

Già nei mesi successivi il suo secondo varo, lo schooner di Dickerson, Commodoro del Brooklyn Yacht Club, dimostrò di avere ben pochi rivali, vincendo a mani basse quasi tutte le manifestazioni cui prese parte.

Fu però sotto il comando di Josephus Williams che il “Madeleine” strabiliò tutti, dominando la Cape May Regatta del 1875: nella sua scia sparirono pian piano sette delle più veloci golette americane dell'epoca, incluso l' “Idler” di S.J. Colgate e il “Mohawk” di William Garner, appena tornato alle competizioni dopo essersi ribaltato nel 1873.

Mentre lo schooner di Dickerson, lungo oltre trenta metri, issava il guidone del New York Yacht Club per difendere la Coppa delle Cento Ghinee, i canadesi ultimavano i lavori sul “Countess of Dufferin”, affidandone il comando al progettista Alexander Cuthbert.

Dopo un breve trasferimento, lo scafo di Charles Gifford iniziò gli allenamenti nel tratto di mare antistante Staten Island; la linea goffa e antiquata, unitamente alle prestazioni tutt'altro che convincenti, le valsero ben presto il soprannome di “canadian dog”, ovvero “carretta canadese”.

Nessuno si stupì più di tanto quando il “Madeleine” strapazzò l'avversario aggiudicandosi entrambe le regate di finale con distacchi importanti.

Il New York Yacht Club aveva difeso ancora una volta la Coppa America in nome dell'intera nazione e agli sconfitti non restò altro che rimettere la prua verso casa.


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