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lunedì 30 novembre 2020

Qualcuno torna a navigare in Italia

Questa stagione, il 2% delle barche che erano fuggite nel 2011/12 all’estero, sono rientrate nelle acque nazionali

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Roma – Dopo il dietrofont del governo Monti a fine legislatura e dopo qualche norma a favore della nautica prima annunciata e poi inserita nel decreto del fare emanato dall’attuale governo, sembra che qualcosa stia cambiando. Si è calcolato che in questa ultima stagione siano rientrate in Italia il 2% delle barche che erano state portate fuori dal paese in conseguenza alla prima stesura della tassa di stazionamento poi trasformata in tassa di possesso del governo Monti.

Alcuni vedono in questo dato un cenno di ripresa del comparto. Sicuramente il dato non può che fare piacere, ma al contempo deve sollevare delle domande. Bisognerebbe chiedersi perché, il restante 98% delle barche che era uscito dall’Italia due anni fa, continua a rimanere fuori anche senza avere alcun vantaggio dal punto di vista fiscale.

Se l’Italia non attrae neanche gli italiani, che preferiscono pagare le tasse in Italia, ma mantenere le barche in Croazia o Grecia o Turchia, non ci si può stupire che sempre più stranieri boicottino le nostre coste per andare a fare le proprie vacanze in luoghi più ospitali.