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lunedì 30 novembre 2020

Alla New York – Vendée, 5 Imoca devono rientrare per collisioni

Cinque IMOCA 60 entrano in collisione con oggetti abbandonati in mare e riportano danni

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Atlantico – Nelle prime 48 ore della partenza dell’Atlantic Regatta New York – Vendée, la regata che riporta in Europa gli IMOCA 60 che hanno partecipato alla The Transat bakerly, la flotta di 14 IMOCA perde 5 barche costrette a fermarsi o a rientrare a Newport per riparazioni in seguito alla collisione con degli UFO, come sono indicati gli oggetti non indentificati abbandonati in mare: containers, bombole, frigoriferi.

La prima vittima è stata l’Imoca "Queguiner-Leucémie Espoir", che è stata colpita ai foils e ha danneggiato lo scafo. Yann Eliès, sta rientrando a Newport dove ha vuole fare la riparazione e ripartire.

Poco più tardi è stata la volta del favorito della regata, Armel Le Cléac'h su Banque Populaire VIII, anche lui colpito e danneggiato sta rientrando a Newport.

A seguire è toccato a Morgan Lagraviére su Safran, al quale qualcosa di galleggiante ha strappato un foil. L’ultimo a rimettersi in rotta per Newport è “No WAY Back”, l’IMOCA costruito da Andrea Mura e poi acquistato da Pieter Heerema, che, nonostante il nome della sua barca, si vede costretto a tornare indietro per riparazioni dopo una collisione con un UFO.

Danneggiato anche l’IMOCA di Jean Pierre Dick, un altro veterano della Vendée Globe, che ha colpito un UFO con la sua barca il St Michel-Vibrac che ha riportato la rottura di un foil.

Danneggiato anche Alex Thompson che ha registrato 4 collisioni, ma non ha riportato danni tali da richiedere un rientro.

I foil stanno mettendo in evidenza un problema, quello delle collisioni che era stato sottovalutato.

Se lo scafo per la conformazione della carena riesce a scansare buona parte degli oggetti che trova in mare con le onde che produce, o riesce a scivolare sopra l’oggetto evitando l’impatto violento di uno scontro frontale, l’ala del foil colpisce gli oggetti frontalmente e senza alcuna possibilità di deviarli e questo, in un oceano che è sempre più inquinato da oggetti abbandonati o strappati dal mare alle navi, potrebbe essere un problema molto serio.

L’urto di un’ala di foil con la barca viaggia sopra i venti nodi può provocare danni molto importanti.