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giovedì 26 novembre 2020

Incredibile Mura

Gaetano Mura, perde l’albero del suo Bet1128, ma risale la classifica

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Atlantico centrale – Mentre i Mod 70 si apprestano a tagliare il traguardo di Itajai in Brasile e Edmund Rothshild ad aggiudicarsi il lungo match race con Oman Air-Musandam dall’altra parte dell’Atlantico, nell’emisfero nord, i Class 40 combattono ancora strenuamente per arrivare al punto in cui cominciare a dirigere verso ovest.

Al momento la flotta dei Class 40, rimasta con 22 imbarcazioni su 26 che erano alla partenza, sta sfilando davanti alle isole di Capo Verde spinta da venti settentrionali moderati.

Gaetano Mura e il suo co-skipper Sam Manuard, sono incredibilmente in 12 posizione, ovvero a metà classifica, dopo essere crollati al 21 posto in seguito al disalberamento di domenica 10 novembre.

La forza di volontà di Gaetano Mura e del suo compagno di regata, il progettista Sam Manuard, sta sorprendendo molti osservatori. Bet1128, il Class 40 di Mura, domenica scorsa ha disalberato. In un attimo tutti i sogni del giovane skipper sardo sono svaniti, la Transat era finita, ma poi, la voglia di farcela ha avuto il sopravvento e in capo a qualche ora i due navigatori erano di nuovo in regata e avanzavano a 10 nodi.

Abbiamo sentito Gaetano al telefono satellitare e ci ha raccontato come è andata: “Sam dormiva io ero in pozzetto, avevo appena fatto un giro di ricognizione in coperta, c’era tanta acqua sul ponte e come di consueto mi sono messo a sedere sotto la protezione del tughino, per fortuna ero lì quando l’albero è caduto in coperta. Navigavamo di bolina con 23/25 nodi di vento. Ho sentito l’esplosione e ho subito intuito che non era nulla di buono, la barca parla con i rumori E questo era di dolore. Ho alzato la testa e l’albero era sdraiato in coperta in seguito al cedimento del perno della girella sull’avvolgitore strutturale. - Dopo aver spiegato l’accaduto, Gaetano ci spiega la reazione, - Sam è uscito sul ponte senza cerata, ci siamo guardati un attimo: l'albero integro e le vele in acqua. Gli ho gridato di mollarmi la drizza spi, che non voleva venire. Ho tirato con quella forza che ti viene solo in quei momenti. E quella è venuta.”

La voce di Gaetano è tranquilla e divertita, ogni tanto la comunicazione se ne va, ma nell’insieme si riesce a seguire bene il racconto. “Appena disalberato. La barca che avevamo dietro, quella dell'inglese Brian Thompson (Caterham Challenge n.d.r.), ci era tanto vicino che ha dovuto manovrare per evitarci e ci è passato a fianco. Bet1128 aveva l’albero steso sul ponte e Thomson deve aver pensato che per noi la regata era finita. Abbiamo scherzato a lungo pensando alla sua faccia quando un’ora dopo ci ha visto sull’Ais a 9/10 nodi di velocità, lui e Mike Gascoyne, il suo compagno di regata, avranno pensato ai fantasmi o di avere le allucinazioni.”

Dopo la caduta dell’albero, Gaetano e Sam, sono riusciti a drizzarlo e a rimettersi in marcia. Si sono diretti su Coruna dove hanno fatto un pit stop di 8 ore e, rimesso su l’albero in modo definitivo, sono tornati in mare dove sono risaliti dal 21° al 12° posto.