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martedì 29 settembre 2020

Infiltrazioni camorristiche, trenta indagati

L'indagine aperta dalla Procura di Latina nel 2009 avrebbe fatto emergere uno stato di illegalità diffusa per ottenere favoritismi nella concessione delle licenze per diversi tipi di attività commerciali

FeB
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Ponza - Trena persone sono finite sul registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta Ponza Nostra, aperta nel 2009 dalla Procura di Latina e riguardante presunte infiltrazioni camorristiche all'interno del tessuto socio-economico dell'isola pontina. Il procedimento è stato avviato due anni fa dopo un'aggressione ai danni di un avvocato di Formia, pestato a sangue nel suo studio.
Due anni di intercettazioni avrebbero così permesso di ricostruire uno scenario di illegalità diffusa, fatto di intimidazioni e pressioni per ottenere favoritismi e scorciatoie nella concessione di licenze per diversi tipi di attività commerciale. Tra gli indagati figurano infatti amministratori comunali come il sindaco Pompeo Porzio, gestori dei pontili, rappresentanti delle forze dell'ordine e anche Angelo Bardellino, un familiare del defunto boss dei casalesi Antonio Bardellino. Le ipotesi di reato sono molteplici, diverse a seconda degli indagati; tra queste, corruzione, concussione, falso in atto publico e abuso d'ufficio. Secondo il procuratore Andrea De Gasperis e il pm Giuseppe Milano gli indizzi raccolti sarebbero più che rilevanti.