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giovedì 2 luglio 2020

Ocean Race Story - Auckland, Gennaio 1990

Sir Peter Blake vince la Withbread del 1990
Steinlager II
Grant Dalton, oggi CEO di Team New Zealand

La mitica battaglia tra Sir Peter Blake e Grant Dalton. Una battaglia decisa dall’intuizione di uno dei due.

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Nei primi giorni di Gennaio del 1990, dopo le prime due tappe della quinta Whitbread Round the World Race e dopo circa 16.300 miglia percorse, l’arrivo delle 22 barche in gara intorno al mondo è previsto ad Auckland. Indubbiamente l’aspettativa maggiore è per i due neozelandesi Peter Blake e Grant Dalton, che sarebbero arrivati nella loro terra natale. Blake aveva partecipato a tutte le edizioni della Whitbread sin dal 1973, ma non era mai riuscito a vincere la prestigiosa regata.

La terza tappa partita il 23 Dicembre del 1989 da Fremantle (Perth), sulla costa sud ovest dell’Australia, è la più breve di quell’edizione e prevede una navigazione veloce attraverso la Grande Baia australiana, il pericoloso e imprevedibile Stretto di Bass, il Mar di Tasmania, per poi entrare nel Sud Pacifico appena doppiato Capo Reinga a nord della Nuova Zelanda. Superato il capo settentrionale dell’isola, la flotta della Whitbread punta a sud, in direzione del Golfo di Hauraki con un vento da nord a circa 10 nodi. In testa c’è la barca francese Charles Jourdan, che si vede sorpassare poco dopo da Steinlager 2 di Peter Blake. Charles Jourdan sarà poi costretta a fermarsi a causa di una collisione con una balena.

A 245 miglia dall’arrivo le prime quattro barche hanno un distacco complessivo di sole 11 miglia, con Steinlager 2 - già vincitrice delle prime due tappe - in testa a meno di 4 miglia da Fisher & Paykel di Grant Dalton. Al terzo posto c’è Rothmans a 9 miglia e quarta Merit a 11 miglia dalla barca di Blake. I quattro maxi yacht da 25 metri avanzano spinti dagli enormi spinnaker. F&P, il maxi disegnato da Bruce Farr è lungo 25 m e pesa 32.000 kg, più leggero e di poco più corto di Steinlager 2, un altro Bruce Farr, questa volta di 25,5 m per 35.200 kg.

Con venti leggeri Grant Dalton è avvantaggiato e accorcia la distanza fino a quando, a 20 miglia dal traguardo, il distacco si riduce a un solo miglio e poi ancora a un solo quarto di miglio, quando non mancano che 15 miglia alla fine della tappa. La sorte di Peter Blake, in testa in quel momento, sembra ormai inesorabilmente segnata da quel vento leggero che favorisce l’avversario.

La differenza tra un bravo skipper e un marinaio è la capacità di interpretare i tanti elementi che la barca, il mare, le condizioni meteo e il proprio equipaggio mettono a disposizione. La capacità di vedere quello che gli altri non vedono e prevedere l’imprevedibile.

Nel disperato tentativo di cercare una soluzione per non arrendersi a quella sorte, mentre F&P continua ad avanzare, Blake guarda a prua in direzione sud e si accorge che oltre Motutapu Island le barche in lontananza hanno un'inclinazione e un angolo al vento diverso da quello della flotta della Whitbread.

Blake chiede al navigatore, Mike Quilter, di sintonizzare la radio su una stazione locale per capire quali siano le condizioni atmosferiche in quella zona. La radio riporta un forte vento di burrasca proveniente da sud a oltre 35 nodi. Blake ordina di ammainare lo spi per issare una vela più piccola e adatta a un angolo di vento più stretto. Neanche il suo equipaggio ha ancora capito il motivo della sostituzione e lo stesso Dalton dalla barca vicina non capisce a cosa sia dovuta la decisione dell’avversario, quando la situazione è ancora con 10, 11 nodi di vento al lasco.

Quel tempestivo cambio vele sarà decisivo, decretando il vincitore della terza tappa della Whitbread ad Auckland terra di entrambi gli skipper: Blake e Dalton.

Le due barche in testa vengono investite da venti da sud a quasi 40 nodi, ma Dalton e il suo equipaggio sono colti di sorpresa con lo spinnaker ancora issato.

Gli uomini di F&P in difficoltà sono costretti a svolgere le operazioni di sostituzione dello spi in condizioni avverse con vento e onde provenienti da prua, dando la possibilità a Blake di recuperare quel margine necessario per vincere la regata di soli 5 minuti e aggiudicarsi anche la terza tappa della Whitbread.

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