SVN logo
SVN solovelanet
sabato 8 agosto 2020

Oyster interviene sugli 825 già venduti per evitare distacco chiglia

Dopo l’affondamento del Polina III per la perdita della chiglia, la Oyster ha trovato problemi su altre barche

Abbonamenti SVN
ADV
Southampton (UK) – In seguito all’affondamento a luglio scorso del Polina Star III, un Oyster 825 che al largo di Alicante dopo aver perso improvvisamente la chiglia senza apparente motivo si è capovolto e inabissato nel giro di 6 minuti, la Oyster ha mandato i suoi tecnici a controllare altri tre esemplari di Oyster 825. Sulle barche sono stati rilevati dei problemi di stratificazione sulle strutture che hanno il compito di irrigidire lo scafo e supportare la chiglia.

Il cantiere crede che la perdita della chiglia del Polina III sia dovuta proprio al cedimento di queste strutture che resinate a terra sono poste nello scafo successivamente e qui resinate.

La Oyster Yachts è intervenuta sulle barche asportando il ragno strutturale, così si chiama lo stampo delle strutture (madieri e longheroni) che resinato a terra in uno stampo a parte viene poi fissato nella barca. Il ragno è stato sostituito con una struttura in carbonio resinata direttamente allo scafo.

La Oyster ha fatto sapere che probabilmente il cedimento della struttura del Polina III è dovuto a un sottodimensionamento del laminato posto sopra il ragno strutturale che aveva il compito di far diventare un corpo unico il ragno e lo scafo.

Per quanto il cantiere inglese si sia comportato con la massima professionalità e senza cercare di nascondere nulla, ha fatto un’analisi oggettiva di quanto accaduto e ha preso dei provvedimenti immediati, rimane il fatto che quattro grandi barche hanno navigato per diverse migliaia di miglia rischiando in ogni momento una tragedia. Barche come gli Oyster 825, spesso, compiono traversate oceaniche per spostarsi durante l’anno dalle coste del continente americano a quelle europee.