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martedì 27 ottobre 2020

Recuperata la barca scippata dai pirati

Si infittisce il mistero sulla barca sequestrata e affondata davanti a Camogli

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Camogli - Due giorni fa, a notte fatta, Giancarlo Orizi, 50 anni, che si trovava al largo di Camogli con il suo Crownline 26, un piccolo motoscafo aperto, aveva prestato aiuto a due uomini che si erano avvicinati con un gommone. Orizi ha raccontato che i due, saliti a bordo, gli avevano puntato una pistola e lo avevano costretto a scendere sul gommone, quindi erano scappati con il motoscafo.

Il natante è stato ritrovato il giorno dopo affondato davanti a Camogli, una decina di miglia di distanza da dove era stato sequestrato al cinquantenne. Il fatto presenta diversi lati oscuri. Non si capisce bene, infatti, perché, ad Orizi sia stato lasciato il telefono cellulare con il quale ha dato subito l’allarme e perché sul gommoncino ci fossero, cosa inusuale per mezzi di quella grandezza, tutte le dotazioni di sicurezza, compresi i razzi.

La barca è stata recuparata ieri e ora è sotto sequestro. La magistratura ha aperto un fascicolo e nominato un perito per determinare la causa dell’affondamento. Dei due uomini, nonostante la capitaneria continui a cercarli in mare, non ci sono tracce.

I dubbi alzati dal ritorno della filibusta nel mare di Genova, dove l’ultimo attacco a un'imbarcazione risale al 1540, saranno dipanati dal rapporto del perito che indicherà le cause dell’affondamento.