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giovedì 13 agosto 2020

L’instabilità politica danneggerà la nautica nella prossima stagione?

I protagonisti del settore della vela ci raccontano cosa pensano dell’attuale momento politico

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Roma – Ci siamo chiesti se e quanto il periodo d’instabilità politica iniziato con le elezioni del 4 marzo scorso e che probabilmente terminerà con l’insediamento di un nuovo governo dopo le elezioni nell’autunno prossimo, possa influire sul mercato nautico e in quello della vela in particolare.

La risposta l’abbiamo cercata intervistando alcuni dei protagonisti del mercato italiano della vela.

Il primo che abbiamo sentito è stato Fabio Planamente, Direttore generale del Cantiere del Pardo, che rileva l’instabilità come un potenziale rischio ma che non giudica la situazione attuale particolarmente preoccupante. “La mancanza di certezze è qualcosa che sicuramente non aiuta i mercati, - ci dice - ma è anche vero che noi italiani siamo abituati a vivere nell’instabilità politica. Non credo che ci saranno grandi riflessi sul mercato della prossima stagione. Chiaramente se si sperava in una ripresa più sostenuta, non sarà questo l’anno in cui la vedremo. L’unica cosa che potrebbe essere veramente pericolosa, è se qualcuno iniziasse a fare sul serio sull’uscita dall’euro una volta insediato il prossimo governo.”

Piuttosto sereno è anche Michele Ricci, direttore commerciale della Solaris Yachts. “No, non credo che la situazione politica possa incidere seriamente sulla prossima stagione – ci dice Ricci. - Un armatore che ha deciso di comprare una barca non rinuncerà a farlo per una situazione che per l’Italia non è così inusuale.”

Deciso il giudizio di Franco Corazza, General Manager di Italia Yachts, che si avvicina molto a quello che pensa il suo omologo nel Cantiere del Pardo. “E’ oramai da parecchi anni che l'Italia e gli italiani vivono un periodo di instabilità sia politica che economica, siamo abituati e non sarà un periodo di instabilità a cambiare il mercato; però credo che se solo fosse ipotizzata un uscita dall'euro questo enfatizzerebbe senza dubbio le problematiche esistenti danneggiando pesantemente tutti i settori, compreso il nostro.”

Dopo aver sentito i maggiori cantieri italiani, abbiamo intervistato l’amministratore delegato della Jeanneau Italia, Andrea Cragnotti. “Sono preoccupato, sto cercando di capire come evolverà questa situazione. Personalmente, pur non avendo votato, avrei preferito che si fosse creato un governo quale che questo fosse. L’instabilità è una cosa pericolosa per i mercati, l’incertezza rallenta tutto.”

Quindi al contrario di quanto si possa pensare, gli imprenditori della vela non sono particolarmente preoccupati della situazione politica che si è venuta a creare e non sembrano temere l’avvento dei partiti antisistema come il Movimento 5 Stelle. L’unica cosa che li preoccupa seriamente è l’eventualità che il prossimo governo possa realmente perseguire l’idea di portare l’Italia fuori dall’Euro, cosa comprensibile visto che i tre cantieri italiani vendono più del 50% della loro produzione all’estero, principalmente nei mercati nord Europei, e un’uscita dall’euro rischierebbe di compromettere i loro affari.