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lunedì 28 settembre 2020

Schianto nel porto di Genova, crolla la torre piloti

Un porta container abbatte la torre piloti del porto di Genova, 3 morti, 4 feriti e 6 dispersi

FeB
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Genova, Molo Giano - È di tre morti, quattro feriti e sei dispersi il bilancio provvisorio del tragico incidente avvenuto ieri sera al molo Giano nel porto di Genova.

Erano passate da poco le 23 e la nave porta container Jolly Nero della linea Messina stava uscendo dal porto quando, forse per un blocco al motore, ha perso il governo e si è schiantata contro la torre piloti buttandola giù.

"E' una tragedia inspiegabile'' dice Luigi Merlo, il presidente dell'autorità portuale di Genova. "La manovra non doveva essere fatta in quell'area. Sarà l'autorità giudiziaria a indagare, al momento è difficilmente spiegabile quello che è avvenuto".

Al momento dell’impatto nella torre crollata, un edificio alto 55 metri di vetro e cemento che si ergeva sopra una palazzina di 3 piani dove c’erano gli alloggi del personale e gli uffici, erano presenti 13 persone.

Il disastro è avvenuto in concomitanza con il cambio di turno dei piloti, cosa che ha comportato la presenza nella torre di un numero di persone superiore al normale.

Delle tre vittime accertate, due appartenevano al corpo delle Capitanerie di Porto e un altro era un pilota. Drammatica sorte è toccata ad altre tre persone, date per disperse, che al momento del disastro si trovavano nell’ascensore della torre. L’ascensore è precipitato in mare ed è stato sepolto dalle macerie della torre e della palazzina.

La Jolly Nero, di proprietà della Messina Line dal 2005, ha una stazza lorda di 40.594 tonnellate, netta di 17.083 tonnellate; una lunghezza di 239,26 metri e una larghezza di 30.50 metri. La nave è stata costruita nel 1976.

La Messina Line ha una lunga storia d’incidenti e disavventure.
Nel 1987, la Jolly Rubino è attaccata dai Pasdaran iraniani nel Golfo Persico cosicché l’Italia invia la Marina Militare che entra nell’Operazione Golfo 1 già in atto. La stessa Jolly Rubino, nel 2002, naufraga in Sudafrica in seguito a un incendio alle macchine.

Nel 1990 un'altra nave della compagnia di navigazione, la Jolly Rosso, spiaggia vicino Cosenza.

Nel 2010, la Jolly Amaranto, urta una secca durante una manovra di avvicinamento al porto di Alessandria d’Egitto e affonda.

La Jolly Nero è stata spostata per permettere le ricerche dei dispersi.