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venerdì 7 agosto 2020

LA RECENSIONE DEL LIBRO

07/04/06

“Avrei potuto continuare a produrre ricchezza per tutta la vita. Ma per cosa?”
Prua a Est è la biografia di un uomo che ha navigato in lungo e in largo nell’Oceano Indiano. Ma soprattutto è la storia di un autocostruttore: Ernesto Tross.
Il velista, nato ad Auerbach in Germania e attualmente residente a Roma, da studente, viaggiatore di terra, è diventato in seguito un esploratore del mare a bordo di barche costruite con le sue mani.
Ernesto Tross, che realizza vetrate artistiche a Roma, scopre la vela grazie al suo insegnante di pittura Manlio Guberti. Ed è proprio con lui che nel 1961 intraprende la prima esperienza col vento, in un viaggio verso le Tremiti: “intravvidi subito l’illimitata possibilità di spostarsi liberamente, senza vincoli e confini”. Da qui l’inizio di un grande amore, quello per l’autocostruzione: “bastò una prima veleggiata per convincermi a costruire una piccola barca”. Dopo la prima, il Malibu, Ernesto Tross ha costruito da solo ben otto barche, di cui parla ampiamente all’interno della sua autobiografia.
Il libro vuole essere il resoconto di un viaggiatore ma anche sostenere la validità dell’ alluminio nell’autocostruzione. Infatti, Ernesto, è un accanito fautore della lega leggera scoperta grazie alla costruzione di una goletta di 37 piedi e mai più abbandonata, visto che “la vetroresina è da escludere (...) e il composito richiede una grande preparazione”.