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giovedì 1 ottobre 2020

Ecco i vincitori in compensato

Stilate le classifiche per i raggruppamenti Irc e Orc. Confermato, nel primo, il successo di Lucky, il TP 52 di Bryon Ehrhart

FeB
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Malta – Con l’arrivo di tutte le barche nel Grand Harbour di Malta (in realtà Atame deve ancora approdare, ma ormai non ha più speranze di vittoria), sono state ufficializzate le classifiche in tempo compensato secondo le stazzature Irc e Orc International.Nel primo caso, la vittoria overall è andata al TP 52 Lucky di Lucky di Bryon Ehrhart, mentre nelle diverse classi (dalla prima alla quarta) hanno rispettivamente conquistato il successo il Maxi Esimit Europa 2, ancora Lucky, il J133 Jaru e il J112 Artie. La stessa Jaru, armata dal duo Ripard-Calascione, si è imposta nell’overall Orc International, dove i successi di classe (anche qui quattro raggruppamenti) sono andati al Volvo 70 E1, al Carbon 46 Varuna, sempre a Jaru e al First 40.7 Three Sisters.
Se nei primi giorni di regata i team in gara hanno dovuto combattere con arie leggere e buchi di vento, ben diverse sono state le condizioni meteo incontrate nelle ultime ore, con una notte, quella di mercoledì dove il maestrale ha toccato anche i quaranta nodi. Condizioni che hanno messo a dura prova barche ed equipaggi, che in alcuni casi si sono dovuti aiutare tra loro. Come è successo a Bov Plain Sailing, lo scafo di Anthony Camilleri che ha conquistato la vittoria in tempo compensato nella speciale categoria riservata agli equipaggi in doppio (in tempo reale, il successo è andato a White Star di Tisci-Chiaramenti).
“Sono contentissimo – ha detto Camilleri – di questo successo. Ma devo menzionare prima di tutto Beppe Bisotto, lo skipper di Atame. Con lui abbiamo combattuto una bellissima battaglia, spesso affiancati, e quando abbiamo avuto un problema con i terzaroli della randa, si è offerto di aiutarci. Quel gesto dimostra lo spirito che anima la nostra disciplina, ci aiutiamo a vicenda. Probabilmente il momento peggiore della regata è stato mercoledì notte. Eravamo stanchi e il tempo era terribile. C’erano circa quaranta nodi di vento e onde di sei metri che si rompevano in pozzetto. Abbiamo ammainato la randa e proseguito con solo il fiocco di tempesta. E’ stata la parte più difficile della regata. Questa è una regata dove si passa da un estremo all’altro. Il giorno prima la navigazione era magnifica, in poppa con lo spinnaker, planando costantemente a dodici nodi, con punte di diciotto”.