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giovedì 22 ottobre 2020

Grande festa per la transoceanica

Grande pubblico nel comune bretone per la regata per solitari che partirà domenica prossima. Tanti i fuoriclasse in gara, come Cammas e Desjoyeayx. Ma anche tre italiani sognano l'impresa

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Saint Malo – Mancano appena quattro giorni alla partenza della Route du Rhum, regata transoceanica per velisti solitari sulla rotta Saint Malo-Point a Pitre. A partecipare all'evento, che partirà nella mattinata di domenica 31 ottobre, saranno 87 skipper iscritti in cinque classi per monoscafi (Class 40, Imoca 60 e Rhum, ovvero tra i quaranta e i sessanta piedi) e multiscafi (Multi 50 e Ultime, ovvero sopra i sessanta piedi). In una entry-list che conta alcuni tra i più grandi nomi della vela oceanica mondiale come Michel Desjoyeaux, Franck Cammas, Pete Goss e Kito de Pavant, trovano spazio anche tre italiani, alla prima vera esperienza in solitario con l'oceano. Andrea Mura navigherà a bordo dell'Open 50 Vento di Sardegna, mentre Davide Consorte e Marco Nannini saranno a bordo dei Class 40 Adriatech e Unicredit.
La partenza della regata è prevista per le prime ore della mattina di domenica, ma le barche cominceranno a uscire in mare già dalla notte precedente, a causa delle maree, molto forti nella zona, e del sistema di chiuse del canale. I primi a prendere il largo saranno i grandi catamarani, quindi toccherà ai monoscafi con la classe Rhum a chiudere la sfilata di imbarcazioni.
Nel frattempo, nel piccolo villaggio regate di Saint Malo l'euforia è grande, stimolata dalla massa di turisti e tifosi accorsi per assistere alla partenza della regata e ammirare le splendide barche ormeggiate lungo i pontili. “Mi avevano parlato dell'atmosfera che si respirava qui in Bretagna – ha raccontato Andrea Mura – ma mai avrei immaginato una situazione del genere. Posso definirmi un veterano delle regate, ma nonostante ciò sono letteralmente allibito dalla quantità di visitatori che ogni giorno raggiungono le banchine. La regata occupa le prime pagine dei principali quotidiani francesi e i curiosi ci riempiono di domande. Sono realmente interessati anche ai dettagli più tecnici della barca. Mi sento quasi un calciatore. Non faccio altro che firmare autografi. All'inizio pensavo si trattasse di uno scherzo, ma invece è la realtà. Speriamo che la partecipazione degli italiani a queste regate oceaniche porti l'attenzione su questa realtà della vela e che in futuro anche in Italia si possano avere villaggi regate come questo”.