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martedì 22 settembre 2020

Volata Imoca, Jourdain in testa

Ultime miglia per gli Open 60 con il francese che sembra aver compiuto l'allungo decisivo. Vento di Sardegna rompe il gennaker ma continua a guidare in classe Rhum

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Point a Pitre – Mentre continuano ad approdare in Guadalupa i grandi multiscafi, ieri è toccato a Gitana 11 di Yann Guichard (quarto classificato), la Route du Rhum entra nelle fasi finali per gli skipper di classe Imoca.

I primi della flotta stanno infati completando le ultime duecento miglia che li separano da Point a Pitre, il cui approccio sarà molto delicato per i venti leggeri e instabili che soffiano in prossimità della costa. Roland Jourdain sembra aver conquistato un discreto margine su Armel Le Cleac'h. Nelle ultime quarantotto ore, infatti, il divario tra i due leader è salito da sessanta a ottanta miglia. Leggermente più staccati, invece, Marc Guillemot a 90 miglia e Jean Pierre Dick a oltre 100 miglia, in lotta per una posizione sul podio.

In classe Rhum, Vento di Sardegna continua a comandare il gruppo, anche se i grattacapi per Mura non mancano. Dopo un problema al canard, il velista sardo ha dovuto registrare mercoledi la rottura del gennaker in un tratto di mare abbastanza impegnativo, con venti di circa trenta nodi. Nonostante ciò, lo skipper italiano è riuscito a guadagnare qualche miglio sui principali avversari. Luc Coquelin è distante più di 130 miglia, mentre Julien Mabit naviga ancor più dietro, a 170 miglia. “Martedi notte ho avuto davvero paura – ha raccontato Mura – che la mia regata fosse finita. Ho attraversato una zona di groppi temporaleschi, dove i venti hanno raggiunto i 30 nodi e il gennaker è letteralmente esploso. La gran parte della vela è finita sotto lo scafo e si è incastrata sotto la chiglia, ho impiegato un'ora per riportarla a bordo. E' stato uno sforzo fisico disumano, la vela era completamente bagnata. Recuperarla sembrava impossibile, era pesantissima. Temevo di dovermi buttare nel mezzo dell'Atlantico con il bombolino per tagliarla. Ho impiegato un'ora per salvare la vela e, durante quei momenti, la barca è stata praticamente ferma. Anzi, andava in retromarcia”.

Tra i Class 40, invece, Thomas Ruyant mantiene un buon vantaggio su Yvan Noblet e Samuel Manard. Marco Nannini continua a perdere posizioni, intrappolato tra i refoli dell'area tropicale. Ora è ventiseiesimo, in un segmento della flotta molto compatto con una decina di barche racchiuse in sessanta miglia. Lionel Lemonchois e Lalou Rocay navigano, infine, praticamente appaiati in classe Multi 50. Lo skipper di Prince de Bretagne è stato tuttavia protagonista di una grande rimonta e ora sembra essere in condizioni migliori per avvicinarsi a Point a Pitre con un vantaggio minimo, ma che potrebbe rivelarsi determinante.