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domenica 27 settembre 2020

Genova, l'analisi del giorno dopo

Conclusa una delle edizioni più importanti della kermesse genovese, per il ruolo chiave attribuitole per la ripresa del mercato nautico, ecco un'analisi dei nove giorni di fiera

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Genova - Tra il rumore assordante delle trombe di centinaia d’imbarcazioni, ieri sera, alle ore 18,30, è terminata la quarantanovesima edizione del Salone di Genova. Il bilancio si profila positivo. Iniziato tra i timori degli operatori di vedere un salone vuoto senza nessun compratore, il Nautico ha mostrato sin dal primo giorno segnali incoraggianti nonostante un netto calo dei visitatori che però ha avuto un’impennata nell’ultimo week end.
In particolare, ad essere contenti dell’andamento della kermesse sono stati i cantieri produttori di barche a vela. Infatti, le banchine dedicate al comparto velico sono state le più affollate. Nonostante il numero contenuto di anteprime, i nuovi modelli si sono mostrati come il frutto di vera innovazione, a differenza di quanto accaduto in altri momenti di crisi quando i cantieri si concentravano principalmente su lavori di restyling.
Il salone ha anche definito nuovi rapporti di forza sul mercato, mettendo in evidenza come alcune aziende stiano cercando nuovi posizionamenti (a questo argomento sarà dedicato un ampio articolo su SoloVela di Novembre). Tuttavia, le difficoltà sono ben lungi dall'essere superate e si prevede che, prima di tornare ai livelli del 2007, dovranno passare ancora molti mesi, se non anni. Uno dei problemi principali è quello dell’usato. Il mercato è saturo d’imbarcazioni usate messe in vendita sia da privati, sia dai concessionari dei vari cantieri. Questo sarà il vero freno della ripresa. Alcuni cantieri, quelli che maggiormente soffrono il fenomeno, hanno rinunciato a riprendere anche i loro stessi modelli, decretando un calo delle quotazioni.