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domenica 27 settembre 2020

Il Boat Show di Miami si chiude oggi dopo tre giorni di grande business

Si chiude il salone di Miami con un bilancio positivo che apre nuove prospettive sul mercato americano

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Miami – Si chiude oggi 17 febbraio la più importante kermesse nautica degli Stati Uniti, il Boat show di Miami. I numeri di questo salone sono impressionanti. Più di 3.000 imbarcazioni esposte, oltre il doppio di quante erano esposte al Salone Internazionale di Genova dell’ottobre scorso e sette volte quello che è in esposizione in questi giorni al salone di Istanbul in Turchia.

Decine di stand all’interno dei quali si tengono corsi sulle cose più disparate, dal come preparare una lenza per squali a come impiombare una cima. Centinaia di stand di accessori con le cose più incredibili e, in molti casi, più inutili che si possono vedere.

Arrivati a Miami, l’unico problema è orientarsi, infatti qui il Nautico non è come da noi dove si passa un cancello, si entra in un quartiere fieristico ed è tutto nello stesso quartiere. Al Boat Show di Miami, ci sono 3 zone d’esposizione diverse dedicate a prodotti diverse e molto distanti (per essere un salone) tra loro.

C’è il Miami Beach Convention Center dove troverete le piccole barche a motore, le attrezzature da pesca e gli accessori. Il Sea Isle Marina & Yachting Center, un marina dove si possono vedere barche che somigliano a palazzi galleggianti e, infine, c’è Miamarina un marina dove ci sono in esposizione esclusivamente barche a vela tra le quali c’è un'ampia zona dedicata ai multiscafi.

Arrivare da un punto all’altro della fiera per chi non è del luogo non è semplice, le indicazioni lasciano a desiderare e non è facile capire dove si prendono le navette, quando passano e dove vanno. Per il resto, è un Salone dove ci si diverte. Le barche sono aperte, si possono visitare e difficilmente c’è l’antipatica signorina che ti dice di passare il giorno dopo per vedere la barca. Molte barche si possono anche provare.

I modelli, in parte sono quelli che si trovano nei saloni europei, ma, in gran parte, sono esposte barche che da noi non sono mai arrivate e, probabilmente, non arriveranno mai. Ci sono barche simil-classico e altre in stile futuristico tecnologico.

Davanti a molte barche ci siamo chiesti se il costruttore fosse veramente convinto che la sua creatura sarebbe potuta uscire in mare, altre, invece, ci hanno stupido per eleganza e bellezza, anche se poi non è difficile rendersi conto che sono state disegnate seguendo obiettivi diversi da quelli che ha il diportista europeo e per quanto esteticamente interessanti, in Europa, rimarrebbero barche da ammirare nei saloni che nessuno comprerebbe mai.

Il Salone si chiude oggi e il bilancio sembra essere decisamente positivo. Molti operatori confermano l’andamento degli ultimi mesi che ha visto un ritorno d’interesse per la nautica.

“L’andamento - ci dice Stephen Chapple, distributore di un noto marchio d’imbarcazioni a vela – è oscillatorio, ci sono momenti che sembra che si stia ripartendo di corsa e altri in cui, sembra di tornare indietro, ma credo che sia normale quando si esce da una crisi profonda come quella degli anni scorsi. L’importante è che sia finita e che i clienti stiano tornando a vedere le barche, a trattare e a comprare.”