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lunedì 28 settembre 2020

LA RECENSIONE DEL LIBRO

05/04/06

“Nel buio perdo il senso dello spazio e in questo nulla sento me stesso più solido e percepisco il gioco delle voci più chiaramente, come se fosse la prima volta...”. Con delle semplici parole Abdulrazak Gurnah riesce ad esprimere il senso di vuoto che accompagna la condizione dell’esule e la necessità di riappropriarsi della parte più profonda di sé; questo il tema portante attorno a cui si snoda la vicenda narrata nel suo ultimo romanzo, “Sulla riva del mare”. Attraverso la storia dei due protagonisti, il profugo Saleh Omar e il professor Latif Mahmud, entrambi originari di Zanzibar, l’autore descrive il senso di solitudine e di smarrimento che incombe su chi sradicato dal proprio Paese, si trova a dover vivere in una cultura altra. Nel cercare di rompere il silenzio di Saleh, Latif - alter ego di Gurnah - riuscirà a penetrare nuovamente nell’isola di Zanzibar e a ricostruire, attraverso una vicenda complessa e ricca di mistero, l’atmosfera che qui si respirava alla vigilia dell’indipendenza.