SVN logo
SVN solovelanet
lunedì 6 luglio 2020

Terremoto giudiziario sul Marina di Rapallo

Marina di Rapallo coinvolto con loschi personaggi in odore di camorra

Abbonamenti SVN
ADV
Rapallo – Da sempre Carlo Riva, il marina di Rapallo, è considerato il marina “in”, il porto dove tengono la barca quelli che contano. Curato, pulito, incastonato in uno stupendo tratto di mare è il porto su cui la settimana scorsa si è scatenato un terremoto giudiziario.

Il presidente e la direttrice del porto sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Genova e posti ai domiciliari; con loro anche alcuni personaggi provenienti dalla campania, personaggi che si erano offerti di risolvere il problema dello smaltimento dei relitti delle barche distrutte durante la mareggiata dell’ottobre del 2018 che distrusse per la seconda volta (una prima volta accadde nel 2000) l’antimurale del porto. Duecento imbarcazioni che hanno intasato il bacino portuale.

I proprietari dei posti barca facevano pressione sul presidente e sulla direttrice del porto per tornare il prima possibile ad avere un marina perfetto dove poter portare la barca nuova in sostituzione di quella affondata.

L’ipotesi dei magistrati è che sotto pressione, Andrea dell’Asta e Marina Scarpino rispettivamente, presidente e direttrice del marina, hanno pensato di prendere una scorciatoia e approfittato della mano che gli aveva teso l’imprenditore campano Pasquale Capuano, già conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi rapporti con la malavita organizzata, che si era offerto di smaltire 85 relitti.

Uno smaltimento fatto, chiaramente, senza il minimo rispetto delle normative. Uno smaltimento selvaggio che è costato anche la vita a un sommozzatore che vi stava lavorando.

Secondo l’accusa Dell’Asta e Scarpino erano perfettamente a conoscenza di chi fosse Capuano e come intendesse provvedere allo smaltimento, ma hanno comunque accettato di servizi di lui.

L’indagine è scattata un anno fa quando i carabinieri della compagnia di Santa Margherita avevano fermato un tir che stava uscendo dal marina di Rapallo e che all’ispezione era risultato carico di rifiuti mentre sui documenti di bordo dichiarava che stava viaggiando vuoto.

Quel vuoto era colmo di detriti della mareggiata. Il sequestro del mezzo ha portato gli inquirenti sulle tracce di Pasquale Capuano, già indagato per una sparatoria avvenuta a marzo 2019 davanti ad alcuni cantieri navali di Bacoli, dove erano stati già trasferiti alcuni relitti di Rapallo: in quella circostanza aveva sparato contro un imprenditore locale, pronto a sfidarlo nella gestione dei rifiuti della mareggiata.

Con Dell’Asta e Scarpino sono stati arrestati anche Massimo Burzi, Roberto Lembo, ingegnere campano che ha messo in contatto Capuano con i vertici del marina, Francesco Acamfora, avvocato partenopeo legato a Lembo, e Filomena Capuano, figlia dell’imprenditore.

I capi d’accusa con i quali si sono operati gli arresti sono: traffico illecito di rifiuti aggravato; violenza privata aggravata dal metodo mafioso; illecita concorrenza con violenza e minaccia e intermediazione illecita di manodopera.

Capuano e i vertici del Porto Riva sono indagati anche per omicidio colposo per la morte del sub avvenuta durante le operazioni di rimozione dei relitti.

Parole