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giovedì 22 ottobre 2020

Una Coppa America a porte chiuse

Voli limitati, visto difficile da ottenere, quarantena obbligatoria. La Nuova Zelanda si blinda contro il Covid, e sarà una Coppa America a porte chiuse senza pubblico

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La buona notizia è che sarà una Coppa America in diretta TV. La potremo vedere su RAI 2 in chiaro e gratis, o su Sky Sport, a partire dal primo evento ufficiale, le America’s Cup World Series dal 17 al 20 dicembre e poi con le regate ufficiali della Prada Cup e dell’America’s Cup vera e propria.

Le regate verranno trasmesse a partire dalle 4 del mattino, ora italiana, quando ad Auckland sarà pomeriggio.

La cattiva notizia è che di fatto sarà un evento, per quanto riguarda la partecipazione dal vivo, solo per pochi.

Il motivo è ovviamente legato alla pandemia Covid 19 e alle restrizioni imposte dal governo neozelandese che è uno dei più rigidi al mondo sul tema.

Di fatto la Nuova Zelanda ha chiuso le frontiere da mesi, riuscendo per altro ad essere uno dei paesi al mondo più avanti nella riduzione dei contagi. Un obiettivo da pagare a caro prezzo, dato che di fatto è quasi impossibile, ad oggi, entrare in Nuova Zelanda.

Se decidessimo di andare nella terra dei Maori per vedere la Coppa da turisti al momento dovremmo probabilmente accantonare il nostro sogno. Il numero di voli che atterrano ad Auckland è ridotto e i posti, e i relativi visti per l’ingresso, vengono attualmente rilasciati solo per gli addetti ai lavori della Coppa o per professionisti impegnati nel settore cinematografico, o per altri limitati motivi di lavoro.

Proprio per questa ragione anche per chi ottiene il visto non è semplice scegliere liberamente un volo per viaggiare, ma saranno le stesse istituzioni neozelandesi a indicare le date in cui c’è posto su uno dei voli che verranno accolti.

All’arrivo ad Auckland scatteranno poi le due settimane di quarantena obbligatoria, da trascorrere in alcune strutture alberghiere designate per tale scopo, con costi a carico del viaggiatore.

In definitiva non sarà la solita Coppa, dimentichiamoci le strade piene di pubblico delle storiche edizioni di Auckland, anche la Vecchia Brocca deve fare i conti con il Coronavirus.