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domenica 27 settembre 2020

Vendée Globe: 5 giorni al via

Il 6 novembre 29 solitari lasceranno i pontili di Les Sables per la regata più dura del mondo

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Les Sable D’olonne - Il mito del Vendée Globe sta per tornare: 25 mila miglia, il giro del mondo in solitaria, senza scalo e assistenza, a bordo di un IMOCA 60, passando per i Capi di Buona Speranza, Leuwin e Horn. Non esistono regate simili per difficoltà e durata, non a caso il Vendée è da molti considerato l'Everest della vela e non si tratta certo di un luogo comune.

Saranno 29 i solitari in partenza da Les Sables d'Olonne il 6 novembre, in rappresentanza di 9 nazioni con una forte predominanza di skipper francesi. Alcuni partecipano a questa regata solo con l'obiettivo di arrivare al traguardo, altri per vincerla e stupire: per oltre tre mesi questi 29 uomini terranno con il fiato sospeso gli appassionati di vela di tutto il mondo, mentre la Francia si sta già preparando a modo suo con un bagno di folla che accompagnerà i solitari alla partenza e li accoglierà all'arrivo.

Emozioni e patos a parte, l'edizione del Vendée Globe che sta per cominciare, l'ottava dagli esordi del 1988-89, segna un importante cambiamento nella storia di questa regata iconica. Il Vendée Globe 2016 porta a compimento un processo di cambiamento che ha visto questa prova trasformarsi da avventura oceanica a sfida vera per skipper ultra-professionisti: gli IMOCA 60 di ultima generazione dotati di foils DSS hanno la potenzialità per rivoluzionare completamente la storia della vela oceanica e per questo motivo l'attesa per la partenza del 6 novembre è alta come non mai.

In totale saranno sei gli IMOCA di ultima generazione al via da Les Sables: Banque Populaire di Armel Le Cleac'h, Gitana Edmond de Rotschild di Seb Josse, St Michel Virbac di Jean Pierre Dick, Hugo Boss di Alex Thomson, Safran di Morgan Lagraviere, No Way Back di Pieter Heerema. Abbiamo lasciato per ultimo il nome dell'olandese non a caso: No Way Back altro non è che l'ex Vento di Sardegna, l'IMOCA 60 costruito da Persico Marine per Andrea Mura, poi venduto per la mancanza del budget sufficiente per portare a termine la sfida, una ferita ancora aperta per la vela italiana che sognava una partecipazione al top dello skipper sardo.

Verosimilmente il vincitore potrebbe uscire da questo ventaglio di barche, ed è plausibile che skipper esperti del Vendée Globe come Armel Le Cleac'h (terza partecipazione), Jean Pierre Dick (quarta partecipazione) o Alex Thomson (quarta partecipazione), almeno da un punto di vista psicologico partano un passo avanti. Non dimentichiamo però che Francois Gabart, vincitore dell'ultima edizione, era un esordiente e non aveva una grande conoscenza del Southern Ocean.

C'è poi chi non ha creduto nell'evoluzione foils ritenendola prematura: è il caso di Vincent Riou, skipper già vincitore del Globe nel 2004, pronto a partire per la sua quarta partecipazione. Riou ha deciso di puntare sull'affidabilità della sua PRB, un'IMOCA di penultima generazione che ha dimostrato all'ultima Transat Jacques Vabre, vincendola, di potere dire la sua contro gli IMOCA volanti. PRB ha subito un upgrade completo alle appendici con l'introduzione di timoni dotati di profili d'ingresso ondulati che ricordano le pinne delle balene. Una scelta in controtendenza rispetto agli skipper di vertice, uno degli ulteriori argomenti di dibattito di questo Globe 2016.

Indipendentemente da chi sarà il vincitore, il fascino del Vendèe Globe sarà rappresentato anche dalle storie dei 29 solitari: uomini che affronteranno una sfida epica che verrà vissuta in diretta in tutto il mondo con aggiornamenti in tempo reale e immagini spettacolari da bordo, come un grande fratello degli Oceani. Oltre alla sfida tecnologica infatti c'è quella umana: le storie, i dolori, le fatiche, le gioie e le emozioni di 29 uomini (non ci sono donne allo start quest'anno) che circumnavigheranno il mondo passando dai tre mitici capi: Buona Speranza, Leuwin e Horn.