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mercoledì 30 settembre 2020

Giochi più che aperti

Consapevole di dover tener duro senza sottoporre Foncia a inutili torture, in vista della sempre insidiosa risalita dell’Atlantico, Desjoyeaux viaggia verso Capo Horn con un margine di vantaggio che da qualche giorno si mantiene invariato su Roland Jourda

FeB
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Nonostante sia al comando della Vendée Globe da diciotto giorni, Michel Desjoyeaux sa che la vittoria è ancora lungi dall’essere conquistata. Lo skipper di Foncia sa che in questa incredibile regata la vittoria è cosa certa solo quando la linea di arrivo è oltrepassata. A ricordarglielo le immagini di Loick Peyron, Mike Golding, Jean Pierre Dick, Sebastien Josse: colleghi finiti fuori corsa quando erano in lotta per il successo a causa di cedimenti strutturali, onde killer e misteriosi oggetti sommersi.
Consapevole di dover tener duro senza sottoporre Foncia a inutili torture, in vista della sempre insidiosa risalita dell’Atlantico, Desjoyeaux viaggia verso Capo Horn con un margine di vantaggio che da qualche giorno si mantiene invariato su Roland Jourdain. Lo skipper di Veolia Environnement pare l’unico in grado di reggere il passo del leader. Jean Le Cam, terzo su VM Materiaux, è infatti a 433.5 miglia dalla vetta.