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sabato 26 settembre 2020

Tempo duro nel mar cinese meridionale

Mal di mare e onde ripide stanno rendendo la vita difficile ai 66 velisti oceanici impegnati nella quarta tappa della Volvo Ocean Race, ripartita da Sanya e diretta ad Auckland

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Mar cinese meridionale - Sono condizioni dure quelle che stanno affrontando i sei team impegnati nella quarta tappa della Volvo Ocean Race, ripartita domenica notte da Sanya, in Cina, dopo un rinvio di 17 ore che gli organizzatori avevano deciso per evitare il peggio di una tempesta monsonica annunciata da giorni e presentatasi fra Taiwan e le Filippine, cioè nel primo tratto di navigazione verso Auckland, in Nuova Zelanda.
Proprio in questa zona, nella scorsa edizione, la flotta era stata messa alla prova da condizioni di vento, ma soprattutto di mare al limite, tanto da causare incidenti, rotture e ritiri.

Se nel corso della nottata, a ridosso della grande isola di Hainan, i sei Volvo Open 70 hanno incontrato brezze leggere di poco superiori ai cinque nodi che hanno più volte fatto cambiare la leadership, non appena usciti in mare aperto il vento da nord-est ha cominciato a rinforzare e lo stato de mare a peggiorare, con onde di 3/4 metri di altezza. Alle 11 ora italiana di ieri tutti i team confermavano di navigare con un moto ondoso molto fastidioso, tanto da provocare mal di mare anche a velisti molto esperti, e pericoloso per le frequenti cadute nel cavo dell’onda.

Malgrado ciò le velocità restano piuttosto alte, a conferma della potenza delle barche anche di bolina, e intorno o superiori ai 12 nodi mentre gli equipaggi cercano di riprendere il ritmo della navigazione oceanica. Questa quarta tappa si presenta particolarmente insidiosa con molti punti di domanda sulla meteorologia, dovuti alla natura molto dinamica degli oceani di questa parte del pianeta. Dai tropici al mar di Tasmania, infatti i sistemi meteo sono noti per la loro variabilità e instabilità. Sia gli esperti che gli stessi velisti, perciò la considerano come una delle tappe più tattiche dell’intero giro del mondo, con diverse opportunità e opzioni su cui giocare.

In particolare le prime 700 miglia, da Sanya allo stretto di Luzon, si prospettano di vitale importanza, con i team che devono sopravvivere a condizioni difficili, navigando di bolina e dovendo fare scelte strategiche di rotta che potrebbero pagare ampi dividendi nel prosieguo della tappa. La flotta dovrà cercare di coprire la distanza fino allo stretto il più velocemente possibile per beneficiare di venti più intensi e più stabili creati da un nuovo sistema depressionario che si sta creano a nord-est.

Prossimo waypoint per la flotta è il passaggio dello stretto di Luzon, nella parte nord delle Filippine, che dista circa 500 miglia dalla posizione attuale delle barche. La quarta tappa è lunga oltre 5.200 miglia e assegnerà 30 punti al vincitore, 25 al secondo, 20, 15, 10 e 5 punti per i piazzamenti successivi.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 20 febbraio 2012
1. Groupama sailing team, a 5.065,6 miglia da Auckland*
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +1,5
3. Team Telefónica, +4,3
4. Abu Dhabi Ocean Racing, +5,5
5. Team Sanya, +8,4
6. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +14,8
(* 1 miglio = 1,852 km)

Classifica generale Volvo Ocean Race 2011-12
1. Team Telefónica, 101 punti
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 83
3. Groupama sailing team, 73
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 53
5. Abu Dhabi Ocean Racing, 43
6. Team Sanya, 17