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venerdì 25 settembre 2020

Andare a nord-est per andare a sud

Uscita finalmente dal mar cinese meridionale, la flotta della Volvo Ocean Race si trova ora ad affrontare una situazione meteo assai complessa che costringe i sei team a far rotta verso nord-est, alla ricerca di vento e velocità, piuttosto che puntare verso sud e verso la meta di Auckland

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Mare delle Filippine - E’ stata una felicità di breve durata quella che hanno provato i sei team della Volvo Ocean Race per la prima volta da settimane, potendo finalmente navigare veloci al lasco per un paio d’ore, dopo aver doppiato la punta meridionale di Taiwan ed essere finalmente usciti dal mar cinese meridionale per entrare in quello delle Filippine. Perché, dovendo far rotta a nord alla ricerca di un po’ di vento fresco da settentrione, gli equipaggi si sono invece ritrovati in una situazione di vento leggero e instabile che ha comportato continui capovolgimenti di cambio al vertice, ma che soprattutto, sta decisamente allontanando la flotta dalla rotta più diretta alla meta. Benché stiano macinando miglia, i team lo fanno nella direzione opposta a quella della rotta ortodromica, tanto che invece di avanzare paiono retrocedere. Nell’ultimo rilevamento molte barche erano più lontane dal traguardo di quanto non lo fossero 12 ore fa: tanto CAMPER che Telefónica sono arretrati di 18,7 miglia, mentre PUMA di addirittura 22,5 miglia.

Sfortunatamente ciò significa navigare ancora di bolina, allontanandosi dalla linea del traguardo di Auckland e dovendo tenere in considerazione l’influenza della corrente Kuroshio. D’altro canto le condizioni di vita a bordo, con lo scemare del moto ondoso, si sono fatte meno difficili, si è potuto arieggiare le barche e far asciugare le cerate e gli equipaggi hanno potuto ricominciare a nutrirsi e a riposare con un ritmo più regolare.
Con un sistema così complicato le posizioni a ogni rilevamento successivo si fanno sempre più ardue da analizzare, e ancor meno semplici le previsioni.

Gonzalo Infante, meteorologo della regata ha spiegato così la situazione e l’evoluzione prevedibile nelle prossime ore: “Il fronte ha spinto la flotta a nord-est e la porta per l’opzione sud sembra ancora chiusa. Per i team l’obiettivo a breve termine è di rimanere nel vento mentre il fronte si muove a est-sud/est. La brezza dovrebbe girare e provenire da nord-ovest/nord-est abbastanza velocemente nelle prossime 12 ore, a causa della combinazione della nuova alta pressione sulla Cina e del limite occidentale del fronte stesso. Per effetto della situazione, gli alisei sono spostati ancora più a sud. Ai team non resta dunque che puntare ancora a nord per trovarsi nella posizione migliore per prendere il nuovo vento.”

Al rilevamento delle ore 14 di oggi la prima posizione è occupata da Team Sanya che ha meno di un miglio di margine su Abu Dhabi, che anche si è tenuto più a sud. Il duo di centro, formato da CAMPER e Groupama 4 ha rispettivamente 17,6 e 28,5 miglia di gap, mentre le due barche più a nord Team Telefónica e PUMA accusano un ritardo di 48,3 e 88,6 miglia dai leader. Da notare che i due più veloci sono i centrali, con oltre 12 nodi di media, che hanno un vento intorno ai 16/17 nodi mentre gli altri hanno una velocità dai 10 agli 11 nodi.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 23 febbraio 2012
1. Team Sanya, a 4.716,3 miglia da Auckland*
2. Abu Dhabi Ocean Racing +0,8
3., Groupama sailing team, +17,6
4. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +28,5
5. Team Telefónica, +48,3
6. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +88,6
(* 1 miglio = 1,852 km)

Classifica generale Volvo Ocean Race 2011-12
1. Team Telefónica, 101 punti
2. CAMPER with Emirates Team New Zealand, 83
3. Groupama sailing team, 73
4. PUMA Ocean Racing powered by BERG, 53
5. Abu Dhabi Ocean Racing, 43
6. Team Sanya, 17