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venerdì 25 settembre 2020

Ericsson 4, come al solito

A poco più di ventiquattro ore di distanza, meteo permettendo, dall’arrivo di Marstrand, la barca svedese è passata al comando dell’ottava tappa della Volvo Ocean Race

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Marstrand – Quando il gioco si fa duro, Ericsson 4 passa al comando. A poco più di ventiquattro ore di distanza, meteo permettendo, dall’arrivo di Marstrand, la barca svedese è passata al comando dell’ottava tappa della Volvo Ocean Race. Un trasferimento breve, 1.200 miglia da Galway alla Svezia, ma ricco di emozioni e situazioni diverse.

Dopo i quaranta nodi che hanno accolto gli scafi all’ingresso nel Canale della Manica, le barche si sono trovate al passaggio dello Stretto con refoli quasi impalpabili e una corrente contraria che li ha costretti a un continuo bordeggiare per evitare di non tornare addirittura indietro. Con l’ingresso nel Mare del Nord, il vento ha nuovamente rinforzato, tanto che al passaggio della base misurata di Rotterdam i VoR 70 hanno registrato velocità sostenute, anche se per le ultime miglia è prevista una nuova lotta contro le arie leggere.

Al momento la flotta si trova, racchiusa in una trentina di miglia, a costeggiare il bordo occidentale della Danimarca, spinta da venti portanti di intensità moderata. Nelle prossime ore, per far rotta verso Mastrand, le barche dovranno necessariamente passare per il centro di una bassa pressione, rischiando quindi di rimanervi intrappolate. Il capolista Ericsson 4 ha scelto di navigare in prossimità della costa, così come Green Dragon che lo tallona a due miglia di distanza.

Più separato dal litorale danese ma a velocità decisamente migliori si trova invece il resto del gruppo, composto da Telefonica Black, Telefonica Blue, Delta Lloyd ed Ericsson 3, mentre Puma è stata obbligata a fare una regata completamente diversa dagli avversari. La rottura dello spinnaker, infatti, l’ha costretta cambiare tattica, virando verso nord-est qualche miglio più a nord di Amsterdam e cercando di navigare tra la bolina e il traverso piuttosto che seguire le arie portanti lungo costa.

Una scelta che ha aumentato notevolmente il suo distacco dal capolista, ma che ora le permette di sviluppare qualche nodo in più rispetto al resto del gruppo, con sole quindici miglia da recuperare. E se la bassa pressione giocherà un brutto scherzo ai battistrada, non è detto che Ken Read e compagni non possano dire la loro per le posizioni di vertice.

Volvo Ocean Race:
1. Ericsson 4: 155 miglia all’arrivo
2. Green Dragon: + 3 miglia
3. Telefonica Black: + 14 miglia
4. Telefonica Blue: + 14 miglia
5. Delta Lloyd: + 15 miglia
6. Puma: + 15 miglia
7. Ericsson 3: + 29 miglia