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mercoledì 30 settembre 2020

Si va negli States

Inizia domani il sesto trasferimento della competizione transoceanica a tappe. Numerose difficoltà per barche ed equipaggi. Prima fra tutte, lasciare Rio de Janeiro e i suoi venti leggeri

FeB
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Rio de Janeiro – Pronti a salpare. Inizia domani, infatti, il sesto trasferimento di altura della Volvo Ocean Race. Una navigazione di circa cinquemila miglia che vedrà i team in gara, di nuovo sette grazie al ritorno di Delta Lloyd e Telefonica Black, lasciare la festosa Rio de Janeiro alla volta di Boston. Una “classica”, anche se la VoR non è mai approdata nella città statunitense, della competizione transoceanica, che nelle ultime frazioni aveva messo di fronte ai navigatori soluzioni nuove ed inedite.

Numerose, come di consueto, saranno le difficoltà per gli equipaggi. Prima fra tutte, quella di lasciare la città brasiliana, battuta, come dimostrato nelle fasi d’arrivo dell’ultima tappa, quasi sempre da arie leggere. Una volta puntata la prua verso nord, il primo punto di riferimento da raggiungere sarà Recife, dovendo scegliere se tenersi vicino alla costa, percorrendo così la rotta più breve, oppure cercare le arie migliori più al largo. Una vecchia regola, dice che la distanza giusta è tra le dieci e le cento miglia dal litorale, anche se alcuni episodi di navigazione sottocosta, come quello di Lawrie Smith e la sua Rothmans nell’edizione 97-98, si sono rivelati particolarmente fruttuosi.

Doppiata la città carioca inizierà quindi la lotta con i doldrums, da tenere rigorosamente a dritta, e con una vasta area di alta pressione che si verifica costantemente nei pressi delle isole Bermuda. Anche in questo caso, la soluzione migliore sembra essere quella di navigare il più a ovest possibile, ma se il centro dell’anticiclone si trovasse molto a ridosso della costa statunitense, diventerebbe veramente difficile evitarlo.
L’ultimo tratto sarà quello più difficile per la resistenza di barche ed equipaggi, con condizioni meteo molto dure e una corrente contraria. Una situazione simile a quella della quarta tappa (al largo di Taiwan), che costrinse più di una barca a riparare in porto.

Intanto, c’è già chi pensa alla prossima edizione, datata 2011-2012. Il team Brasil-1, già protagonista in quella passata, ha dichiarato che sta pianificando una nuova campagna, con Lars Grael come direttore tecnico.