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giovedì 22 ottobre 2020

Vela e sponsor, è la strada giusta

Ottimismo per il futuro della vela agonistica, di cui si è constatato il buono stato di salute. Con un obiettivo, renderla sempre più un prodotto televisivo

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Montecarlo – Mentre è già iniziata la seconda e ultima giornata di dibattiti alla presenza di 350 delegati, ieri ha aperto i propri battenti il World Yacht Racing Forum, il convegno dedicato al presente e al futuro della vela agonistica mondiale.
I principali interventi, introdotti dal velista Peter Gilmour, si sono incentrati sul rapporto tra vela e sponsorizzazioni. Tom Whidden, presidente di North Sails, ha evidenziato tutte le qualità del management nel settore velico. “Nonostante la crisi economica – ha detto – il nostro comparto sportivo si dimostra solido e forte. Il numero di barche ed eventi sta crescendo, e la loro gestione è spesso di altissimo livello. Molti mercati possono imparare tanto da una manifestazione velica ben organizzata”.
Richard Moore, amministratore delegato di Capitalize, dopo aver condotto una ricerca di mercato sullo sport e il business ha fatto notare come questo settore è stato uno di quelli meno coinvolti dalla crisi economica. “L’industria sportiva – ha detto – nell’ultimo anno è cresciuta dello 0,4 per cento e la previsione per la prossima stagione è che continui a crescere, di circa l’11,2 per cento. Tuttavia, la vela rappresenta soltanto una piccolissima parte di questo settore. In un movimento sportivo, gli introiti sono generati in parti più o meno eque dalle sponsorizzazioni, dall’ospitalità e dagli spettatori. Nella vela c’è un forte squilibrio verso gli sponsor, e questo deve essere un fattore da tenere sotto controllo”. Più critico, invece, verso la gestione della vela agonistica Ulrich Lacher, direttore di Ifm Sports. “Ci sono troppe serie, troppi eventi – ha detto – troppi tipi di barche. Quello che vogliono gli sponsor al giorno d’oggi è sapere con precisione quale ritorno economico possono avere. La vela deve definire con precisione il proprio potenziale, in gran parte ancora da sfruttare, e il riscontro che può fornire”.
Presenati, inoltre, alcuni dati sul ritorno avuto da alcune città che hanno ospitato grandi eventi velici. Galway è stata visitata da 650.000 persone durante una tappa della Volvo Ocean Race, Almeria ha accolto 80.000 visitatori per le regate degli Extreme 40 e il Lago Traunsee ha registrato 10.000 pernottamenti nell’arco di tutte le competizioni ospitate durante l’anno. Chiusura, infine, per il rapporto tra vela e media. Tutti concordi su un punto: le immagini televisive e quelle computerizzate devono essere proposte congiuntamente, per rendere la fruizione di una regata spettacolare e allo stesso tempo precisa. Ottimo, infine, il coinvolgimento creato dalle regate virtuali sul web.