martedì 24 febbraio 2026
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Credito d’imposta per barche da charter: percentuali reali e cosa aspettarsi fino al 2028

Quanto si recupera davvero con il credito d’imposta per una barca da charter. Percentuali, plafond ZES e scenari possibili fino al 2028 spiegati in modo chiaro.

Il credito d'imposta, il 2026 è l'ultimo anno per poterne godere a pieno
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Rubrica: l'e-mail al direttore

Gentile Direttore, ho visto il video per gli abbonati premium su SVN “Compro la barca con il credito d’imposta” e desidero farle i miei complimenti per la chiarezza con cui spiega questi temi.

Partendo da quel video ho approfondito l’argomento, ho costituito una società di charter e ora mi appresto ad acquistare un Lagoon 46 da destinare al noleggio. Facendo i conti, la barca dovrebbe costarmi, al lordo degli introiti del charter e noleggiandola attraverso una struttura conosciuta, circa il 25% del suo prezzo da nuova. Questo significa che, quando la rivenderò tra 5-6 anni, dovrei aver ottenuto un guadagno netto pari a circa il 25%-30% del suo valore iniziale, oltre ai periodi di vacanza in cui avrò potuto utilizzarla.

La mia domanda è: posso contare sul credito d’imposta e in quale percentuale?

Stefano Pasquini

Il credito d’imposta è stato prorogato fino al 31 dicembre 2028, ma il relativo plafond è destinato a ridursi nel tempo. Per il 2026 è previsto un plafond di 2,3 miliardi di euro, che scenderà a 1 miliardo nel 2027 e a 750 milioni nel 2028.

Se la somma di tutte le richieste eccederà il plafond si andrà al riparto e la percentuale di credito d’imposta che nominalmente oggi è del 60% diminuirà.

Se l’acquisto sarà effettuato entro il 2026, è possibile riuscire a beneficiare di una quota significativa di questa percentuale; se invece avverrà nel 2027, sarà molto difficile superare il 35%-40% ed è probabile che la percentuale effettivamente riconosciuta sia inferiore.

Quando si parla del plafond del credito d’imposta nella ZES unica non si fa riferimento solo alla nautica, ma a tutte le aziende di tutti i settori. Per questo motivo, anche se i 2,3 miliardi possono sembrare una cifra elevata, nella pratica è difficile riuscire a ottenere l’intero 60% previsto dalla norma.

Nel 2025, quando il plafond era di 2,2 miliardi di euro, il riconoscimento è stato intorno al 45%, cioè lo Stato ha coperto sotto forma di credito d’imposta circa il 45% del valore del bene acquistato, ovvero la barca.

È quindi plausibile poter contare su una percentuale simile, anche se va considerata la possibilità che le richieste possano aumentare perché il 2026 sarà l’ultimo anno in cui le percentuali di credito d’imposta saranno particolarmente elevate.

© Riproduzione riservata

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