
In un panorama nautico contemporaneo sempre più dominato dai grandi marchi e dalle tecnologie all’avanguardia, esistono realtà che operano in un campo apparentemente diverso, fatto di storia, di comunità e di passione per il design classico. La S&S Swan Association — un’associazione internazionale di armatori e appassionati delle barche Nautor Swan progettate da Sparkman & Stephens — è una di queste. Al suo centro, da più di due decenni, c’è la figura di Matteo Salamon, mercante d’arte milanese e fondatore dell’associazione.
Fondata nel 2000, la S&S Swan Association non è un club di regata competitivo né una società commerciale: il suo scopo è la conservazione, la diffusione della conoscenza e la cultura nautica legata a un segmento molto specifico della vela. I suoi membri sono proprietari di barche progettate dallo storico studio Sparkman & Stephens e costruite dal cantiere finlandese Nautor Swan tra gli anni Sessanta e Ottanta, modelli considerati oggi tra i più eleganti e longevi nella storia della nautica da diporto.
Diversamente da molte associazioni a pagamento, la S&S Swan Association è gratuita e si basa sul contributo volontario dei soci: armatori, progettisti e appassionati di vela classica che condividono documenti, esperienze di manutenzione e racconti di navigazione. Il gruppo non solo facilita la conservazione tecnica di queste barche, ma cura anche l’heritage culturale della loro storia e del loro design.
Nel corso degli anni l’associazione è cresciuta fino a contare centinaia di iscritti in oltre venti paesi. Le attività spaziano da incontri periodici e raduni a pubblicazioni tecniche e storiche. Un esempio è il volume di riferimento “Sparkman & Stephens Swan – A Legend”, opera che ha raccolto piani originali, fotografie d’epoca e dettagli costruttivi firmati da Salamon e collaboratori; un lavoro che ha contribuito in modo significativo alla diffusione della conoscenza tecnica e storica degli S&S Swan.
Raduni, vela e memoria collettiva
Negli anni, la S&S Swan Association ha organizzato eventi internazionali, i cosiddetti Rendez-vous, che si svolgono principalmente nel Mediterraneo. Questi raduni non sono semplici regate: coinvolgono flotte di “Cigni” provenienti da tutto il mondo e offrono momenti di socialità, scambio di esperienze e confronto tra armatori. A Marciana Marina, per esempio, l’evento ha visto la partecipazione di imbarcazioni storiche che, oltre a sfidarsi in mare, hanno rappresentato l’espressione di un forte legame comunitario e di un patrimonio condiviso di tradizioni veliche.
Tali appuntamenti evidenziano come la vela classica sia più di uno sport o un hobby: è una forma di narrazione collettiva, un modo per mantenere vive le storie di imbarcazioni e di persone che hanno attraversato decenni di evoluzione nautica. Gli S&S Swan sono al tempo stesso simbolo di un’epoca e oggetto di cura per chi li possiede.
Nel contesto attuale, dove l’innovazione tecnologica guida molte delle principali discussioni della nautica moderna — dai materiali all’idrodinamica, al design sostenibile — la S&S Swan Association rappresenta un contrappeso culturale. La sua attività non è rivolta unicamente agli aspetti tecnici: mira a preservare l’esperienza umana della voile, il senso di appartenenza a una comunità globale e il valore storico di modelli che ancora oggi solcano i mari con eleganza.
Al centro di questo movimento c’è la visione di Matteo Salamon, che in oltre 25 anni ha contribuito a costruire un ponte tra passato e futuro, tra narrazione e pratica, dando a un gruppo di armatori un punto di riferimento stabile e riconoscibile.
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