
Bernard Arnault non è solo uno degli uomini più ricchi del mondo, ma soprattutto il presidente e amministratore delegato di LVMH, il gruppo che controlla marchi come Louis Vuitton, Dior e Moët & Chandon. Quando un armatore con questo peso economico, circa 200 miliardi di dollari di patrimonio personale, decide di commissionare un nuovo yacht, la notizia non riguarda solo il lusso ma diventa un segnale per l’intero settore della grande nautica.
Negli ambienti internazionali dello yachting circolano da tempo indiscrezioni su un progetto destinato a sostituire il suo attuale yacht Symphony, unità di 101 metri costruita nei Paesi Bassi e consegnata nel 2015. La nuova imbarcazione, secondo le indiscrezioni, dovrebbe superare i 140 metri di lunghezza, probabilmente tra i 143 e i 145 metri, il che la porterebbe a eguagliare la lunghezza del Sailing Yacht A dell’oligarca russo Andrey Melnichenko, lungo 142 metri.
Symphony ancora riferimento nella grande nautica europea
Symphony rappresenta ancora oggi uno dei riferimenti nella produzione europea di grandi yacht, non solo per le dimensioni ma anche per l’impostazione progettuale che unisce scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio su sei ponti. La barca è stata concepita per ospitare un numero limitato di ospiti con un equipaggio numeroso, secondo un modello che privilegia autonomia e qualità degli spazi rispetto alla capacità ricettiva.
La corsa degli armatori verso dimensioni e complessità maggiori
La scelta di avviare un nuovo progetto si inserisce in una tendenza ormai evidente tra gli armatori di fascia alta, che negli ultimi anni hanno progressivamente alzato l’asticella sia in termini dimensionali sia per quanto riguarda complessità tecnica e autonomia. Le unità oltre i 120 metri sono diventate un laboratorio dove si sperimentano soluzioni legate all’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e alla gestione integrata dei sistemi di bordo.
Anche nel caso di Symphony l’attenzione all’impatto ambientale era stata uno degli elementi progettuali, con soluzioni ibride pensate per contenere i consumi rispetto a unità analoghe. Oggi la ricerca tecnologica procede in modo ancora più rapido e contribuisce ad accorciare il ciclo di vita percepito di queste imbarcazioni, spingendo molti armatori a sostituire unità relativamente recenti con progetti più avanzati.
In un settore tradizionalmente riservato come quello dei gigayacht, ogni nuova costruzione di questa scala contribuisce a definire gli standard futuri. Le indiscrezioni su un progetto oltre i 140 metri raccontano quindi una trasformazione più ampia, che riguarda materiali, sistemi energetici e filosofia progettuale. È in questa fascia estrema del mercato che spesso si anticipano soluzioni destinate a influenzare, nel tempo, anche segmenti più accessibili della nautica.
Dimensioni e layout ipotizzati del nuovo yacht
Il nuovo gigayacht, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe avere nove ponti, una sala da concerto e un equipaggio di circa 80 persone che assisteranno un numero di ospiti ristretto, difficilmente superiore alle venticinque persone. A disposizione probabilmente una decina di cabine di diverse dimensioni, con la cabina dell’armatore su un ponte separato.
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