
È stato varato e ha già toccato l’acqua: l’Oceantec 43 è una realtà. Il nuovo 13 metri firmato dallo studio Judel/Vrolijk & Co ha completato le prime prove in mare nelle acque del cantiere sloveno, segnando il passaggio da progetto a barca navigante.
La barca è costruita da Oceantec, un cantiere sloveno che con l’Oceantec 43 intende entrare nella produzione di serie di performance da crociera. Dopo che Elan ha chiuso la produzione sul mercato dei performance, è rimasto solo il cantiere Beneteau con la sua gamma First che, solo in parte, quella dedicata ai modelli sotto i 50 piedi, sono performance puri con i quali si può pensare di fare regate, quindi sul mercato si è liberato uno spazio che Oceantec intende occupare.

Un progetto pensato tra regata e crociera
L’arrivo in acqua dell’Oceantec 43 chiude la fase della costruzione e apre quella più interessante, quella in cui una barca rivela davvero il proprio carattere. Perché questo progetto nasce con un’identità precisa: un performance cruiser pensato per muoversi tra regata e crociera senza compromessi evidenti.
Lo scafo racconta subito le intenzioni. Le linee sono moderne ma non spinte all’estremo, con una prua leggermente negativa e una poppa aperta quasi verticale. Le chines sono presenti ma morbide, mentre il bordo libero rimane contenuto. È una barca che cerca velocità e controllo senza entrare nel territorio delle forme radicali.
Sotto la linea di galleggiamento si trova uno degli elementi più interessanti del progetto: una chiglia a pescaggio variabile che può ridursi sensibilmente. Nella configurazione più profonda supera i tre metri, mentre nella versione ridotta scende a circa 1,25 metri, permettendo accessi più facili senza rinunciare alla prestazione quando serve.
Caratteristiche tecniche e visione del cantiere
Anche il piano velico conferma questa doppia anima. Randa square top, bompresso lungo, possibilità di armare vele portanti importanti: numeri e soluzioni che guardano chiaramente al mondo della regata. Allo stesso tempo, la gestione delle manovre e l’organizzazione del pozzetto restano compatibili con un utilizzo meno estremo.
Il peso contenuto, inferiore alle otto tonnellate con una zavorra significativa, è un altro elemento chiave. Non è solo una scelta tecnica, ma una dichiarazione di intenti: l’Oceantec 43 è pensato per essere leggero, reattivo, vivo sull’acqua.
Sotto coperta il progetto cambia tono. Gli interni sono essenziali, quasi minimal, ma completamente personalizzabili. La disposizione prevede una cabina armatoriale a prua e due cabine a poppa, con un solo bagno e una zona giorno organizzata attorno a spazi funzionali più che scenografici. È una scelta coerente con la filosofia della barca: privilegiare la navigazione senza rinunciare alla possibilità di vivere a bordo.
Il primo esemplare è già stato consegnato e si prepara a navigare verso il Mare del Nord. È un dettaglio che dice molto: non si tratta di un prototipo destinato a rimanere in cantiere, ma di una barca costruita per uscire subito in mare aperto, in condizioni vere.

Con il varo dell’Oceantec 43, il cantiere sloveno entra con decisione nel segmento dei cruiser ad alte prestazioni. Il cantiere non ha esperienza di costruzioni in serie, ma ne ha in fatto di costruzioni su misura, avendo già prodotto diversi modelli destinati alle regate. L’unico modello prodotto per la produzione di serie è stato l’LC30, con cui l’olimpionico Rodion Luka ha dato vita a una classe molto interessante e molto attiva.
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