
Il mercato dell’usato dei superyacht a vela racconta una realtà poco intuitiva: imbarcazioni lunghe oltre 30 metri, costruite per valere decine di milioni, possono oggi essere acquistate a cifre che, per quanto ancora elevate, risultano sorprendentemente più accessibili rispetto al nuovo.
Non si tratta di occasioni isolate, ma di una dinamica strutturale. Nel 2025 sono stati venduti decine di superyacht usati nel mondo, con un valore complessivo di diverse centinaia di milioni di dollari, con un prezzo medio attorno ai 14 milioni di dollari. Ma entrando nel dettaglio del segmento vela, la fotografia diventa ancora più interessante.

Il paradosso del valore
Un superyacht a vela, appena varato, può superare facilmente i 20 o 30 milioni di euro, per arrivare a vette estreme come A dell’oligarca russo Andrey Melnichenko, che costò oltre 400 milioni di euro, o la barca di Jeff Bezos, il Koru, che sembra essere costato circa 600 milioni di dollari. Dopo pochi anni, però, la sua quotazione può scendere in modo significativo.
Non è un crollo improvviso, ma una lenta erosione dovuta a fattori precisi: costi di gestione elevati, evoluzione tecnologica e un mercato ristretto, composto da armatori molto selettivi.
Eppure, proprio questo fenomeno apre scenari sorprendenti.

Esempi reali e un mercato che cambia
Basta osservare gli annunci attuali per capire cosa sta accadendo.
Un 33 metri progettato da Marc Lombard, costruito nel 2008 e refittato nel 2022, è oggi sul mercato intorno ai 2,2 milioni di euro. Una cifra che, per una barca di queste dimensioni, racconta più il tempo trascorso che il valore intrinseco del progetto.
Salendo di livello, un 46 metri del 1991 firmato Perini Navi, uno dei cantieri più iconici del settore, si trova a circa 5,4 milioni di euro. Parliamo di yacht che, al momento della costruzione, rappresentavano il vertice della nautica mondiale.

E poi ci sono i modelli più recenti. Un Swan 108 del 2023, praticamente nuovo, è proposto a circa 17,9 milioni di euro. Qui la svalutazione è ancora contenuta, ma già visibile rispetto al costo di costruzione.
Nel mezzo, si collocano decine di imbarcazioni tra i 30 e i 50 metri, spesso tra i 3 e i 7 milioni di euro: numeri che, nel mondo dei superyacht, segnano una soglia psicologica importante.
A determinare il valore di un superyacht a vela usato non è solo l’anno di costruzione. Conta il progetto, il cantiere, lo stato di manutenzione e, soprattutto, la storia dell’imbarcazione.
Uno yacht che ha navigato poco, mantenuto con refit costanti, può valere molto più di uno più recente ma trascurato. Allo stesso modo, firme come Perini Navi o Wally continuano a esercitare un peso specifico nel mercato, anche a distanza di decenni.

La lunghezza resta però il fattore dominante: più cresce, più il prezzo aumenta in modo esponenziale, non lineare.
Nonostante queste cifre possano sembrare “accessibili” rispetto al nuovo, il mercato resta riservato a una nicchia. Chi acquista un superyacht deve mettere in conto costi annuali che possono arrivare al 10% del valore dell’imbarcazione.
Eppure qualcosa sta cambiando. Nuovi armatori, più giovani e con esigenze diverse, stanno entrando nel settore. Cercano barche sostenibili, più gestibili e spesso guardano proprio all’usato per entrare in questo mondo.
È qui che il superyacht a vela mostra il suo lato più inatteso: oggetti costruiti per essere unici, che nel tempo diventano occasioni rare.
Il fascino che resta
C’è un aspetto che il mercato non riesce a quantificare fino in fondo. Un superyacht a vela non è solo un bene, è una sintesi di design, tecnica e visione.
Quando il prezzo scende, quella visione resta.
Ed è proprio questo il punto in cui l’usato smette di essere una seconda scelta e diventa, per qualcuno, l’unico modo possibile per salire a bordo di qualcosa che altrimenti resterebbe irraggiungibile.
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