lunedì 30 marzo 2026
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Sven Yrvind a 87 anni prepara una nuova traversata dell’Atlantico in solitaria

Sven Yrvind a 87 anni costruisce una barca di 5 metri per attraversare ancora l’Atlantico in solitaria, seguendo una filosofia di vela essenziale e autonoma

Sven Yrvind a 87 anni prepara una nuova traversata dell’Atlantico in solitaria
Sven Yrvind a 87 anni prepara una nuova traversata dell’Atlantico in solitaria
Gais Gais Gais
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A 87 anni, Sven Yrvind non ha alcuna intenzione di fermarsi. Il navigatore svedese sta costruendo una nuova barca lunga appena 5,2 metri con l’obiettivo di attraversare ancora una volta l’Atlantico in solitaria. Un progetto che, per dimensioni ed età del protagonista, riporta al centro una certa idea di vela: essenziale, radicale, lontana da ogni comfort.

Una nuova traversata, con una barca ancora più piccola

Il piano è già definito. Dopo i test nel Mar Baltico, Yrvind trasferirà la barca in Irlanda e da lì punterà verso Madeira, per poi affrontare oltre 3.000 miglia oceaniche fino alla costa orientale degli Stati Uniti, con arrivo previsto a Beaufort, in Carolina del Sud.

La barca, come tutte quelle che ha costruito nella sua vita, è progettata e realizzata interamente da lui. Una struttura compatta, larga appena 1,4 metri, con tre alberi e una superficie velica ridotta. Il disegno ricorda una capsula chiusa, quasi un piccolo sottomarino giallo, pensato più per resistere che per correre.

Non è una scelta estetica. È una filosofia precisa: ridurre tutto al minimo indispensabile per affrontare il mare aperto con il minor numero possibile di variabili.

Una vita passata a navigare controcorrente

Il nome di Yrvind non è nuovo a chi segue la vela oceanica. Negli anni ha costruito e navigato barche sempre più piccole, attraversando oceani e affrontando condizioni estreme in solitaria. Nel 1980 riuscì a doppiare Capo Horn con un’imbarcazione di meno di sei metri, un’impresa che gli valse il riconoscimento del Royal Cruising Club.

Da allora il suo percorso non ha seguito le rotte della vela tradizionale. Ha progettato strumenti di navigazione, scritto libri e soprattutto continuato a sperimentare. Ogni nuova barca è stata una risposta ai limiti della precedente. Alcuni tentativi si sono interrotti prima del previsto, proprio perché Yrvind non ha mai accettato compromessi sulla coerenza del progetto.

Un’idea di vela che resiste al tempo

Nel suo modo di andare per mare non c’è ricerca del record. La dimensione è diversa. Le sue barche sono lente, spartane, pensate per durare più che per arrivare. E anche questa nuova traversata si inserisce in una continuità precisa, più che in una sfida.

Attraversare l’Atlantico su una barca di poco più di cinque metri resta un’impresa complessa anche per navigatori giovani e preparati. Farlo a 87 anni cambia il significato del viaggio. Non lo rende più spettacolare, ma più essenziale.

Yrvind continua a documentare ogni fase del progetto, condividendo costruzione e preparativi online. Non per costruire attesa, ma per raccontare un processo che per lui è parte integrante della navigazione.

Nel panorama attuale, fatto di barche sempre più grandi e tecnologiche, la scelta di Yrvind appare fuori scala. Eppure non è un ritorno al passato. È una linea parallela che continua a esistere, silenziosa, fatta di autonomia e conoscenza diretta del mare.

Se il progetto arriverà alla partenza nei prossimi mesi, l’Atlantico sarà ancora una volta il banco di prova. Non per stabilire un limite, ma per verificare se, anche a 87 anni, è possibile continuare a navigare nello stesso modo in cui si è sempre fatto: da soli, su una barca costruita con le proprie mani.

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