lunedì 23 febbraio 2026
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The Italian Sea Group crolla in Borsa: criticità sulle commesse e riflessi sul caso Bayesian

Il titolo The Italian Sea Group perde circa il 35%: emergono extra costi sulle costruzioni in corso, finanziamento soci da 25 milioni e audit indipendente. Focus anche su Perini Navi e sul contenzioso legato al Bayesian.

Giovanni Costantino CEO del gruppo Italian Sea Group
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Il brusco arretramento in Borsa di The Italian Sea Group, il gruppo che possiede tra l’altro il cantiere Perini Navi e che è tornato al centro della cronaca dopo il naufragio del Bayesian, megayacht costruito da Perini Navi, riporta l’attenzione su una fase complessa per uno dei protagonisti italiani della nautica di alta gamma. Un comparto che negli ultimi anni aveva mostrato una crescita costante, sostenuta da ordini importanti e da una domanda internazionale elevata.

Il calo del titolo e il contesto di mercato

Il titolo del gruppo con sede a Marina di Carrara, quotato sull’Euronext Star Milan, ha registrato un calo vicino al 35% dopo la diffusione di informazioni relative a criticità emerse nella gestione delle commesse in corso. La reazione del mercato è stata immediata e si è inserita in un contesto già caratterizzato da cautela degli investitori verso le società esposte a progetti industriali complessi e con cicli produttivi lunghi come quelli della cantieristica nautica.

Extra costi, liquidità e interventi annunciati

Alla base della flessione c’è l’emersione di costi superiori alle previsioni nella maggior parte delle costruzioni in progress, una situazione che ha inciso sulla marginalità operativa e sulla posizione di cassa, spingendo il gruppo a intervenire sul fronte finanziario.

Per affrontare questa fase, la società ha definito un rafforzamento finanziario attraverso un finanziamento soci da 25 milioni di euro messo a disposizione dall’azionista di controllo, la GC Holding che fa capo alla famiglia Costantino. L’operazione, senza interessi né commissioni, rappresenta un sostegno diretto alla liquidità mentre proseguono le attività produttive sui progetti in corso, che l’azienda indica come in linea con tempi e standard qualitativi previsti.

Il consiglio di amministrazione ha inoltre avviato un audit indipendente sulla gestione operativa e sull’andamento delle commesse, con l’obiettivo di individuare le cause degli extra costi e definire eventuali interventi correttivi. A questa verifica si affianca un piano più ampio di rafforzamento patrimoniale che prevede anche il dialogo con il sistema bancario.

Perini Navi, nuovi contratti e il contenzioso sul Bayesian

Il gruppo, che riunisce marchi come Admiral e Tecnomar oltre a Perini Navi, resta uno dei principali operatori nella costruzione di yacht di grandi dimensioni e continua a lavorare su nuove unità. A sostegno dell’attività vengono citati anche contratti recenti per gigayacht oltre gli 80 metri, indicativi di una domanda ancora presente nel segmento più alto del mercato.

Negli ultimi mesi la società è stata al centro dell’attenzione anche per l’azione legale avviata contro Revtom Ltd, società indicata come proprietaria del Bayesian. Il contenzioso prevede una richiesta danni superiore a 400 milioni di euro, legata ai presunti effetti sull’immagine del brand Perini Navi dopo il naufragio.

Secondo gli analisti, la revisione dei conti operativi e l’emersione degli extra costi sono un segnale che richiede maggiore visibilità sull’evoluzione dei margini e sulla posizione finanziaria, in attesa di capire gli effetti concreti delle misure annunciate e del piano di rafforzamento.

La vicenda si inserisce in un momento delicato per la cantieristica di fascia alta, un settore che continua a essere sostenuto da una domanda globale selettiva ma che resta esposto a variabili industriali rilevanti, come la gestione dei tempi di costruzione, l’aumento dei costi e la complessità tecnica delle unità di grandi dimensioni.

Per The Italian Sea Group si apre ora una fase di monitoraggio da parte del mercato e degli investitori, con l’attenzione rivolta alla capacità del gruppo di riportare sotto controllo la marginalità e di confermare la solidità industriale in un comparto dove reputazione e affidabilità operativa restano elementi centrali quanto il portafoglio ordini.

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