
La rotta verso il prossimo Vendée Globe passa da una nuova regata destinata a pesare davvero sulla selezione: la Vendée Globe Antarctic, prova di livello 2 del circuito IMOCA, assegnerà 200 punti al vincitore e sarà uno dei passaggi chiave per entrare tra i partenti del 2028.
Cos’è una regata di livello 2 e come funziona la qualificazione
Nel sistema IMOCA, una regata di livello 2 è una prova oceanica lunga, impegnativa e in solitaria, con un punteggio elevato. Non è una semplice tappa intermedia: è una regata che può incidere direttamente sulla classifica e quindi sulla qualificazione. Chi vuole essere al via del Vendée Globe deve dimostrare qui di avere già il livello richiesto.
Il regolamento è chiaro. Ogni skipper deve concludere almeno una regata di livello 2 in solitaria, senza assistenza, e farlo entro un tempo limite preciso rispetto al vincitore. Inoltre, durante il quadriennio, deve accumulare punti nelle regate del circuito: alla fine vengono considerati i migliori risultati e solo i primi in classifica ottengono l’accesso diretto alla regata attorno al mondo.
In questo contesto, i 200 punti messi in palio dalla Vendée Globe Antarctic assumono un valore concreto: sono punti pesanti, che possono costruire o compromettere una campagna.
Partenza, percorso e favoriti della regata
La regata si inserisce già nel calendario reale degli skipper. Un riferimento concreto arriva dalla stagione 2026: la partenza è prevista il 7 giugno 2026 da Les Sables d’Olonne, su un percorso di circa 3.000 miglia verso il Circolo Polare prima del ritorno in Francia.
È una regata che mette subito gli skipper dentro condizioni complesse, con freddo, sistemi meteo instabili e strategie aperte, molto diverse dalle classiche rotte atlantiche.
Guardando ai protagonisti, la flotta è quella dell’élite IMOCA. Skipper come Thomas Ruyant, Boris Herrmann e Yoann Richomme partono con programmi solidi e strutture già competitive. Sono nomi che hanno continuità e mezzi per essere subito davanti anche in questo nuovo ciclo.
Gli italiani attesi e il peso della Vendée Globe Antarctic
Ma la regata racconta anche altro. Tra i partecipanti attesi e già coinvolti nel circuito compaiono skipper italiani, segnale che anche l’Italia sta tornando con progetti concreti nella classe IMOCA.
Il nome più evidente è quello di Francesca Clapcich, che ha avviato una campagna completa verso il Vendée Globe 2028 e ha inserito proprio la Vendée Globe Antarctic nel suo programma di qualificazione.
Accanto a lei, cresce l’attesa per Ambrogio Beccaria, che ha annunciato un progetto IMOCA con l’obiettivo dichiarato di arrivare al Vendée Globe e che sarà presente nel circuito oceanico nei prossimi anni.
La presenza italiana non è più episodica. È ancora limitata rispetto alla flotta francese, ma è strutturata, con campagne che guardano all’intero ciclo e non a singole partecipazioni.
È qui che la Vendée Globe Antarctic assume un significato preciso. Non è solo una regata di preparazione, ma uno dei primi momenti in cui si misura davvero chi è pronto. Chi riesce a fare risultato qui costruisce una posizione forte nella classifica. Chi resta indietro è costretto a inseguire.
Il Vendée Globe, in fondo, comincia molto prima della partenza. E passa anche da queste regate, dove non si vince ancora il giro del mondo, ma si decide chi potrà provarci.
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