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giovedì 2 aprile 2026
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Vendée Globe Antarctic, la nuova regata che decide la qualificazione al giro del mondo

La Vendée Globe Antarctic sarà la prima prova chiave per qualificarsi al Vendée Globe 2028. Regole, punti, data di partenza e skipper attesi.

La flotta di IMOCA alla partenza di un Vendée Globe
La flotta di IMOCA alla partenza di un Vendée Globe
Gais Gais Gais
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La rotta verso il prossimo Vendée Globe passa da una nuova regata destinata a pesare davvero sulla selezione: la Vendée Globe Antarctic, prova di livello 2 del circuito IMOCA, assegnerà 200 punti al vincitore e sarà uno dei passaggi chiave per entrare tra i partenti del 2028.

Cos’è una regata di livello 2 e come funziona la qualificazione

Nel sistema IMOCA, una regata di livello 2 è una prova oceanica lunga, impegnativa e in solitaria, con un punteggio elevato. Non è una semplice tappa intermedia: è una regata che può incidere direttamente sulla classifica e quindi sulla qualificazione. Chi vuole essere al via del Vendée Globe deve dimostrare qui di avere già il livello richiesto.

Il regolamento è chiaro. Ogni skipper deve concludere almeno una regata di livello 2 in solitaria, senza assistenza, e farlo entro un tempo limite preciso rispetto al vincitore. Inoltre, durante il quadriennio, deve accumulare punti nelle regate del circuito: alla fine vengono considerati i migliori risultati e solo i primi in classifica ottengono l’accesso diretto alla regata attorno al mondo.

In questo contesto, i 200 punti messi in palio dalla Vendée Globe Antarctic assumono un valore concreto: sono punti pesanti, che possono costruire o compromettere una campagna.

Partenza, percorso e favoriti della regata

La regata si inserisce già nel calendario reale degli skipper. Un riferimento concreto arriva dalla stagione 2026: la partenza è prevista il 7 giugno 2026 da Les Sables d’Olonne, su un percorso di circa 3.000 miglia verso il Circolo Polare prima del ritorno in Francia.

È una regata che mette subito gli skipper dentro condizioni complesse, con freddo, sistemi meteo instabili e strategie aperte, molto diverse dalle classiche rotte atlantiche.

Guardando ai protagonisti, la flotta è quella dell’élite IMOCA. Skipper come Thomas Ruyant, Boris Herrmann e Yoann Richomme partono con programmi solidi e strutture già competitive. Sono nomi che hanno continuità e mezzi per essere subito davanti anche in questo nuovo ciclo.

Gli italiani attesi e il peso della Vendée Globe Antarctic

Ma la regata racconta anche altro. Tra i partecipanti attesi e già coinvolti nel circuito compaiono skipper italiani, segnale che anche l’Italia sta tornando con progetti concreti nella classe IMOCA.

Il nome più evidente è quello di Francesca Clapcich, che ha avviato una campagna completa verso il Vendée Globe 2028 e ha inserito proprio la Vendée Globe Antarctic nel suo programma di qualificazione.

Accanto a lei, cresce l’attesa per Ambrogio Beccaria, che ha annunciato un progetto IMOCA con l’obiettivo dichiarato di arrivare al Vendée Globe e che sarà presente nel circuito oceanico nei prossimi anni.

La presenza italiana non è più episodica. È ancora limitata rispetto alla flotta francese, ma è strutturata, con campagne che guardano all’intero ciclo e non a singole partecipazioni.

È qui che la Vendée Globe Antarctic assume un significato preciso. Non è solo una regata di preparazione, ma uno dei primi momenti in cui si misura davvero chi è pronto. Chi riesce a fare risultato qui costruisce una posizione forte nella classifica. Chi resta indietro è costretto a inseguire.

Il Vendée Globe, in fondo, comincia molto prima della partenza. E passa anche da queste regate, dove non si vince ancora il giro del mondo, ma si decide chi potrà provarci.

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