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sabato 17 ottobre 2026
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Apparente o reale, a quale vento si riferiscono le andature?

Le andature della vela si definiscono rispetto al vento reale, mentre le vele si regolano sul vento apparente. Ecco perché al traverso si può navigare quasi come di bolina.

Gais Gais Gais
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Quando diciamo che una barca naviga di bolina, al traverso o al lasco, a quale vento ci riferiamo? La risposta è al vento reale. È questo che, nella classificazione tradizionale delle andature, determina il rapporto tra la direzione della barca e quella del vento. Il vento apparente, invece, è quello che investe effettivamente le vele e sul quale dobbiamo regolarle.

La distinzione può sembrare una sottigliezza teorica, ma ha conseguenze molto concrete. Una barca che naviga al traverso può avere le vele regolate quasi come se fosse di bolina, senza che per questo la sua andatura cambi.

Le andature si definiscono rispetto al vento reale

Le andature sono definite dall'angolo formato tra la prua della barca e la direzione dalla quale proviene il vento reale, cioè il vento che soffia indipendentemente dal movimento dell'imbarcazione.

Quando questo arriva da circa 40-45 gradi rispetto alla prua, parliamo generalmente di bolina stretta. All'aumentare dell'angolo passiamo alla bolina larga, poi al traverso, quando il vento arriva esattamente a 90 gradi. Se il vento proviene da una direzione più a poppa del traverso, entriamo nelle andature al lasco e al gran lasco, fino ad arrivare alla poppa piena, con il vento a 180 gradi.

Questi riferimenti non cambiano in funzione della velocità della barca. Se il vento reale arriva da 90 gradi, siamo al traverso sia che la barca proceda a 4 nodi, sia che navighi a 12 nodi.

Quello che cambia, anche sensibilmente, è la direzione del vento che investe le vele.

Perché al traverso possiamo avere le vele regolate quasi come di bolina

Quando la barca avanza, al vento reale si somma il cosiddetto vento di velocità, generato dal movimento dell'imbarcazione. La risultante di queste due componenti è il vento apparente.

Il vento apparente tende a provenire da una direzione più vicina alla prua rispetto al vento reale. Quanto più aumenta la velocità della barca, tanto più questo fenomeno diventa evidente.

Immaginiamo di navigare al traverso con un vento reale di 12 nodi che arriva esattamente a 90 gradi dalla prua.

Se la barca procede a 6 nodi, il vento apparente arriverà da circa 63 gradi. Se la velocità aumenta a 10 nodi, senza cambiare rotta e senza che il vento reale cambi direzione, il vento apparente si sposterà fino a circa 50 gradi dalla prua.

In entrambi i casi stiamo navigando al traverso, ma nel secondo le vele dovranno essere regolate per un vento molto più stretto.

Su una normale barca da crociera la differenza è già percepibile, mentre su un multiscafo veloce o su un'imbarcazione da regata può diventare particolarmente marcata. In alcuni casi si può navigare al traverso rispetto al vento reale con le vele molto cazzate, in una configurazione che ricorda quella della bolina.

Questo non significa che la barca stia navigando di bolina. Significa soltanto che il vento apparente arriva da una direzione molto più avanzata rispetto al vento reale.

Una barca a vela naviga con vento al lasco
Una barca a vela naviga con vento al lasco

Il vento reale definisce l'andatura, quello apparente regola le vele

Questa distinzione permette di comprendere anche un altro fenomeno. Quando una barca accelera mantenendo la stessa rotta, può essere necessario cazzare progressivamente le vele, perché il vento apparente si sposta verso prua.

Al contrario, quando la barca rallenta, il vento apparente tende a tornare verso la direzione del vento reale e può essere necessario lascare le scotte.

Non è cambiata l'andatura: è cambiato il vento che lavora sulle vele.

Lo stesso principio vale nelle andature portanti. Una barca molto veloce può navigare al lasco rispetto al vento reale e avere un vento apparente che arriva quasi al traverso o addirittura più vicino alla prua.

È uno dei motivi per cui i catamarani da regata e le barche ad alte prestazioni navigano spesso con regolazioni molto diverse da quelle che ci aspetteremmo osservando soltanto la loro rotta rispetto al vento reale.

Occorre quindi distinguere tra due informazioni che a bordo utilizziamo continuamente: l'angolo del vento reale, che identifica l'andatura, e l'angolo del vento apparente, che ci indica come stanno lavorando le vele.

Anche gli strumenti elettronici distinguono queste grandezze, generalmente indicate con le sigle TWA (True Wind Angle) e AWA (Apparent Wind Angle).

Nella pratica quotidiana capita che un velista descriva informalmente l'andatura riferendosi al vento apparente, soprattutto quando parla di regolazione delle vele. È però importante non confondere questo modo di esprimersi con la classificazione convenzionale delle andature.

In definitiva, la regola da ricordare è semplice: il vento reale ci dice a quale andatura stiamo navigando, il vento apparente ci dice come dobbiamo regolare le vele.

Sono due aspetti della stessa navigazione, ma non sono la stessa cosa.

© Riproduzione riservata

   

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