Il corretto smaltimento delle acque nere a bordo delle imbarcazioni a vela è un dovere dell’equipaggio. Ecco cosa dice la normativa e come gestire al meglio il relativo impianto.
GUIDE DI CHARTER
Andare per mare implica non solo amare la natura, ma anche la responsabilità di proteggerla. Uno dei principali problemi di inquinamento legati alle imbarcazioni da diporto è rappresentato dagli sversamenti delle "acque nere" che provengono dai servizi igienici di bordo.
Per questo motivo, è fondamentale essere informati sulla normativa riguardante questi scarichi che è rigorosa e va rispettata da tutti, compresi coloro che noleggiano barche.
In questa guida esamineremo le leggi in materia, ma anche come funziona la raccolta e lo smaltimento delle acque nere in barca. Spiegheremo quando e dove effettuare questi interventi, insieme a consigli pratici per mantenere l’impianto in buone condizioni. Essere consapevoli e preparati aiuta a preservare la bellezza dei nostri mari e a garantire un'esperienza di navigazione più sostenibile.
Cosa s’intende per acque nere
Le acque nere sono le acque di scarico e i liquami provenienti dai servizi igienici d
le cosiddette “acque grigie” che provengono dal lavandino o dalla doccia dell’imbarcazione, oltre che da altre fonti diverse dai servizi igienici, come la cucina. Entrambe sono incredibilmente dannose per l’ambiente e lo smaltimento non autorizzato comporta pesanti sanzioni. È bene sapere che dal 2018 le unità da diporto devono avere obbligatoriamente un serbatoio di accumulo per le acque nere. I serbatoi di accumulo sono generalmente stivati in sentina o in appositi comparti nei bagni e sono dotati di tappi di ispezione che permettono di raggiungere i sensori di livello che azionano anche automaticamente la pompa di svuotamento. Tali serbatoi hanno anche uno sfiato d’aria dotato di un filtro anti-odore ai carboni attivi. I potenziali danni per l’ambiente Le acque nere delle barche da diporto possono essere altamente dannose per l’ambiente. Gli scarichi delle imbarcazioni, infatti, sono in grado di mettere in grave pericolo gli abitanti del delicato e complesso ecosistema marino. I prodotti di scarto degli esseri umani sono ricchi di sostanze organiche, ma anche di elementi nocivi che la natura non può smaltire. I possessori di barche quindi devono fare estrema attenzione a ve
Contenuto riservato agli abbonati premium
Hai già un abbonamento? Effettua il login. Se hai il piano free, puoi passare al piano premium per leggere questo articolo.
Login
Se hai un abbonamento (free o premium), effettua il login.
Se hai il piano free, potrai effettuare l’upgrade dopo l’accesso.
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi negare il consenso interrompi la navigazione.
Accetto