Analisi dell’Hanse 320 usato: costruzione, coperta, interni e valore sul mercato dell’usato oggi. Produzione dal 2004 al 2010.
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Quando venne presentato nel 2004, l’Hanse 320 era il modello più compatto della gamma del cantiere tedesco, una barca sotto i dieci metri che portava con sé la stessa impostazione progettuale delle unità più grandi. Oggi, a distanza di anni, resta interessante rileggerlo per capire come alcune scelte di allora abbiano inciso sulla sua vita nel tempo.
Il progetto nasce in un momento di forte evoluzione della nautica, in cui materiali, tecniche costruttive e progettazione cercavano un equilibrio tra robustezza, rigidità e contenimento dei pesi. In questo contesto Hanse si affida allo studio Judel/Vrolijk, firmando una barca con una personalità ben riconoscibile, soprattutto nelle linee di coperta e nell’organizzazione generale.
Lo scafo è realizzato in vetroresina piena con resine isoftalmiche negli strati esterni, mentre la struttura è irrigidita da madieri e longheroni incollati, a cui si integra il controstampo degli interni. Le paratie sono strutturali e ben colleg
perta, contribuendo alla rigidità complessiva. Le linee mostrano slanci quasi assenti, con prua e poppa vicine alla verticale, una soluzione che consente di sfruttare meglio le lunghezze. Coperta e organizzazione La coperta, realizzata in sandwich, è caratterizzata da una tuga alta e voluminosa, elemento che divide dal punto di vista estetico ma che ha un ruolo preciso nell’organizzazione degli spazi interni. I passavanti ne risentono in parte, ma la disposizione delle lande a murata aiuta a contenere il problema. Il piano di coperta è ordinato e funzionale, con il fiocco autovirante che termina, una volta aperto, appena a proravia dell’albero, e una disposizione delle manovre che privilegia la semplicità. La dinette del Hanse 320 vista da poppa Il pozzetto è ampio per la lunghezza della barca e ben protetto, con spazi organizzati in modo razionale. La presenza di due gavoni sotto le panche del pozzetto, uno più grande e uno a portata del timoniere, contribuisce alla praticità a bordo. La timoneria, un monoruota che al tempo era lo standard per barche di questa misura, può anche essere a barra, soluzione che libera molto spazio in pozzetto. La dinette del Hanse 320 vista da prua
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